Cronaca

Da anni stalkerava la ex: grazie al 'codice rosso' misura cautelare per 35enne

 

Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex. E’ la misura cautelare messa in atto dal commissariato di polizia di Crema, su ordine del Gip, nei confronti di un 35enne albanese residente in città resosi responsabile del reato previsto dall’art. 612 bis c.p. (Atti Persecutori) nei confronti dell’ex fidanzata.

Il provvedimento è stato adottato al termine di una mirata attività d’indagine svolta dal commissariato a seguito della querela presentata dalla donna che ha denunciato di subire condotte persecutorie da alcuni anni dall’ex fidanzato, pregiudicato per reati di varia natura tra cui lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Aggressioni, ingiurie, umiliazioni avvenivano per strada o nei pressi dell’abitazione della vittima, che si è vista costretta a cambiare le proprie abitudini di vita, limitando le uscite.

L’ultimo episodio, determinante a convincere la vittima a rivolgersi alla polizia, è avvenuto a fine gennaio, quando lo stalker ha minacciato pesantemente la ex e il fratello che l’accompagnava.

Le investigazioni svolte dagli uffici del commissariato, in seguito alla denuncia, hanno permesso di acquisire elementi comprovanti le responsabilità dell’indagato nelle vicende in questione; veniva attivata la prevista procedura denominata “codice rosso” che consente all’autorità giudiziaria di emettere in breve tempo la misura cautelare del divieto di avvicinamento.

Visto il crescendo delle condotte poste in essere dall’indagato, sempre più gravi e pericolose, si ritiene che il provvedimento restrittivo abbia evitato ulteriori fatti criminosi a danno della donna.

“Con la legge nr.69 del 2019 (c.d. codice rosso) sono state apportate modifiche al codice penale e a quello di procedura penale, introducendo alcuni nuovi reati (Diffusione illecita di video sessualmente espliciti, Deformazione dell’aspetto della persona, ecc.), prevedendo un incremento delle pene per i reati relativi alla violenza di genere e una sorta di corsia accelerata per la trattazione urgente di tali procedimenti. E’ proprio grazie a questi nuovi strumenti che si è potuto in tempi brevi mettere in sicurezza la vittima e porre fine ai maltrattamenti”, spiega il vice questore Bruno Pagani.

L’invito alle donne vittime di violenza è di “non temere di denunciare. Non c’è nè vergogna, nè pericolo: abbiamo gli strumenti per tutelare chi si presenta da noi per chiedere aiuto. Sopportare queste situazioni non aiuta, anzi, rischia di peggiorare una situazione già grave, degenerando in episodi ancor più violenti”.

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