Cronaca

Zona arancione: riaprono i negozi, ma i ristoranti restano chiusi

Soddisfatti i commercianti cremaschi. Diversa la situazione dei ristoratori ai quali è consentito solo l’asporto. Tra le iniziative, oltre alla richiesta di aprire, anche la costituzione di un'Associazione di categoria a livello regionale.

Riaprono i negozi e la gente si riversa nelle vie del centro cittadino per passeggiare e approfittare dei saldi. Potere  del passaggio alla zona arancione che anche  a Crema ha permesso lo shopping.

Commercianti cremaschi dichiaratamente soddisfatti. Ora la speranza è che la situazione si stabilizzi e si passi a zona gialla per attrarre sempre più clienti provenienti da fuori città.

“Abbiamo lavorato bene; ieri molte persone erano in centro. Contiamo di proseguire così nella speranza che i contagi calino. Il passaggio a zona gialla, in questo periodo di saldi, permetterebbe di risollevarci un po’”, il commento della titolare di un negozio di abbigliamento di via XX Settembre.

Ma se i negozi hanno potuto riaprire, i ristoratori devono tenere abbassate le serrande. Consentito solo l’asporto, ma non tutti hanno deciso di attuarlo, poiché i guadagni non coprono le spese.

E’ il caso della titolare del ristorante  “Seconda casa” di via Piacenza, Clara Ogliari : “Anche se il passaggio alla zona arancione ha permesso a molte attività di riaprire, noi continuiamo a pagare il prezzo più alto, rimanendo chiusi. Domani mi incontrerò con vari ristoratori del territorio, anche lodigiani per decidere cosa fare. Oltre ad avere interpellato le istituzioni, abbiamo deciso di muoverci per costituire un’associazione di categoria che, a livello regionale, curi gli interessi di tutti. Questa pandemia ha avuto un solo merito: ha permesso di unirci e di lottare insieme come categoria. Non era mai stato fatto prima”.

sg

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