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Zona rossa e Dad a oltranza
La scuola sacrificata
a vantaggio di altri interessi

da Emanuele Coti Zelati

Gent.mo Direttore,
invio queste righe per condividere il profondo disagio e la grande preoccupazione che come genitore, come insegnante e anche come amministratore sono a patire (insieme a migliaia di
persone) in questi giorni.

Apprendo che il Governo ha deciso, ancora una volta, di intervenire sulle scuole, chiudendo
anche la seconda e la terza media (è facile d’altronde: si può chiudere la scuola senza dover
pagare ristori o sussidi economici di vario tipo!).
Come insegnante non posso non osservare quello che sta succedendo durante le lezioni in
DaD: a fronte di una qualità di erogazione delle lezioni che, rispetto al primo lockdown, è
certamente migliorata, l’interesse e la proattività dei ragazzi continua sempre più a calare.

La profonda inefficacia di questo strumento è sempre più evidente e i deleteri effetti dello stesso
si stanno abbattendo sulla psicologia e sulle competenze sociali e didattiche degli adolescenti.
Addirittura adesso si impone di lasciare (ancora) a casa i ragazzini di seconda e terza media:
questo è veramente un atto clamoroso che non esito a definire irresponsabile!

Quanti saranno gli allievi che, giocoforza, i genitori dovranno lasciare a casa da soli di fronte ad un computer per mattinate o giornate intere? Quali saranno le conseguenze di questo? Non è forse vergognoso soprassedere su questi fatti?

Come genitore non sono troppo preoccupato delle conseguenze didattiche perché il gap che
si crea oggi si potrà recuperare (magari non senza difficoltà o fatica) domani ma ciò che non si
“socializza” oggi è assolutamente irrecuperabile.

Questo Governo, sia a livello regionale che nazionale, ha deciso deliberatamente di sacrificare
l’istruzione e lo sviluppo del cittadino (a partire dai ragazzini!) sull’altare di altri interessi. Pone le proprie attenzioni su altro, non chiaramente su chi è il futuro di questo Paese.

Se il problema dei potenziali contagi relativo alla scuola si riferisce ai trasporti, su un territorio
come il nostro, non era possibile (da quest’estate!) predisporre le risorse, organizzative ed
economiche, per aumentare le corse (invece di ridurle come è stato fatto)? Perché non è stato
fatto?

Non so quali saranno le conseguenze a lungo termine di questo disastro di cui non c’è, a livello
politico e sociale, una vera consapevolezza ma quelli a breve termine sono evidenti a chiunque, in qualche modo, si relazioni con i preadolescenti o con gli adolescenti.

Come amministratore (ma più ancora come cittadino) vorrei vedere i vari consiglieri locali
(comunali e regionali) avere il coraggio e l’onestà intellettuale di scagliarsi con forza contro
questo disastro: invece ognuno continua, pietosamente, a difendere la propria parte politica
(Lega, M5S, PD etc.) a discapito, in definitiva, nostro e, più di tutto, dei ragazzi, delle ragazze e
della scuola.

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