Ristoratori cremaschi: la protesta pacifica e le richieste Incontro con il Comune
I ristoratori cremaschi hanno scelto di tenere una linea morbida per la protesta. Nessuna apertura in barba ai Dpcm, anche perché “Andare contro i regolamenti va a discapito dei clienti e dei nostri dipendenti. Abbiamo deciso di restare coesi e cercare di farci sentire rispettando le regole”.
Il gruppo conta già una cinquantina di aderenti che, questa mattina, hanno esposto alle vetrine dei propri locali un manifesto di protesta, che elenca le necessità della categoria. Anzitutto l’equiparazione alle altre attività (estetiste, perrucchieri, abbigliamento…).
Una delegazione si trova attualmente a colloquio con l’Amministrazione comunale, cui presenziano il sindaco Bonaldi e gli assessori Fontana (Bilancio) e Gramignoli (Commercio).
L’incontro, come spiegato dagli esercenti, ha lo scopo di valutare eventuali azioni che l’Amministrazione potrebbe mettere in campo per questa categoria, la più colpita dalle chiusure.
Nell’intervista Chicca Coroneo (bar ‘Marini’ e trattoria ‘Quin’). Con lei, all’incontro, hanno partecipato Marco Pappalardo (‘Al Domm’); Fabio Ercolani (‘Jhon Keating’); Clara Ogliari (‘Seconda Casa’); Gloria Capitano (‘Babar’); Stefano Brambini (‘Hostaria San Carlo’); Stefano Fagioli (‘Trattoria ViaVai’); Lilli Dondoni (‘Mistura Fina’); Nicoletta Sambusida (‘Bar Trattoria Stati Uniti’); Dennis Grosselle (‘Molo 71’).
Ambra Bellandi