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Piano neve:
alcune riflessioni

Lettera scritta da Alberto Bonetti - Crema
Ben si sa che la neve porta disagi. Ridurli/evitarli non è semplice. Certo, si possono spargere quantità esorbitanti di sale, ma con costi e danni ad ambiente e strutture non indifferenti. Si potrebbe sguinzagliare un quantità imponente di mezzi spazzaneve e spalatori, con costi certo consistenti, che poi ricadono su tutti i cittadini.
Non c’è una soluzione. Solo alcune considerazioni di buon senso.
Primo: noi cittadini cerchiamo di avere pazienza. Mentre nevica è impensabile muoversi come se nulla fosse. Per bene che vada, ci vuole il triplo del tempo. Chi non è indispensabile, (anche se tutti pensiamo di esserlo, un po di esame di coscienza non farebbe male) se ne stia a casa. Non casca il mondo. Lasciamo operare in pace. Se c’è traffico, lo spazzaneve o lo spargisale non riescono a fare il proprio lavoro. Inoltre molte strade sono state bloccate da mezzi che non erano attrezzati (catene o gomme da neve). Anche qui facciamoci un mea culpa.
Secondo. I costi economici/sociali/ambientali non sono indifferenti, se si pensa poi che la neve sparirà da sola. Non si dice di non intervenire, ma va fatto con buon senso. Impariamo a vivere le stagioni come tali. D’inverno fa freddo e può nevicare. Mettiamolo in conto.
Terzo. Chi deve affrontare il problema, Comuni, Provincia, ANAS, ecc., si attrezzi al meglio cercando di organizzare gli interventi minimizzando il rapporto costi/benefici.
Nello specifico, quanto è successo lunedì 28.12.2020 per certi versi lascia con l’amaro in bocca. Stante anche il notevole preavviso e la precisione delle previsioni, prima, durante e dopo. Molte strade/città/paesi hanno patito parecchio con ritardi, pur nelle difficoltà già evidenziate, forse un tantino pesanti.
E Crema rientra tra questi. Tutti hanno visto lo stato di strade e marciapiedi.
Si ribadisce. Non è semplice, ma forse una riflessione in più non avrebbe fatto male.

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