Cronaca
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Angelo Pan sarà tra i primi medici in Lombardia a farsi vaccinare: 'Grande chance'

Angelo Pan, primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Cremona, sarà tra i primi medici in Lombardia a farsi iniettare il vaccino di Pfizer BioNTech. Ad HuffPost ha dichiarato di sentirsi “fortunato di poter usufruire di questa opportunità, che rappresenta una grande chance per cominciare a lasciarsi alle spalle questo incubo. Un bellissimo regalo di Natale per tutti”. Al momento, la situazione all’ospedale di Cremona, insieme a Bergamo la provincia della Lombardia più colpita dal virus almeno nella prima ondata, “è stabile – ha spiegato Pan – il numero dei ricoverati per Covid non aumenta, ma purtroppo non scende come mi sarei aspettato. Speravo che il carico si alleggerisse più rapidamente di quanto sta facendo”.

Quando gli hanno proposto di farsi vaccinare il giorno dell’avvio della campagna di immunizzazione, il “V-day” simbolico, non ha avuto dubbi ad accettare. “In una realtà così toccata dagli effetti di questo virus come la nostra, il mio gesto può essere utile a sciogliere dubbi e timori che tanti possono ancora avere nei confronti di questo vaccino. I dati disponibili sono di buona qualità, gli effetti contenuti. Fermo restando che stiamo parlando sempre di un farmaco, che non è un digestivo o un dessert. Anche se, sa cosa le dico? Rispetto a quello che è stata finora questa pandemia, considero l’effetto del vaccino al pari di quello di un dessert”.

Qualcuno tra quanti si faranno iniettare il vaccino si ammalerà lo stesso di Covid. “È inevitabile – fa notare Pan – anche se probabilmente saranno pochissimi. In generale, più è alta la quantità di popolazione che si vaccina, minore sarà la capacità del virus di circolare. Per questo, considerando che le persone da immunizzare sono 7 miliardi, bisogna incrementare la produzione dei vaccini, puntando sulla capacità industriale di tante aziende farmaceutiche”. Il vaccino potrebbe accorciare, e di molto, la durata della pandemia. “Gli studi pubblicati a marzo-aprile ipotizzavano che ne saremmo usciti nel 2024, ma i dati pubblicati con il vaccino sono molto lusinghieri, si parla di una riduzione dell’infezione del 95%. Il che fa sperare in una via d’uscita più vicina”.

Ecco, il messaggio che Pan sente di consegnare agli scettici è “credere nella scienza, nelle evidenze degli studi realizzati e nelle ricerche in corso. La produzione di un vaccino in tempi così brevi – sottolinea l’infettivologo – è un passo avanti incredibile nella storia della medicina e dell’umanità e deve accrescere la nostra fiducia negli scienziati e, più in generale, anche nell’uomo”.

Il che non significa abbassare la guardia. “Distanziamento e igiene delle mani vanno rispettati, la mascherina indossata anche nel corso della campagna di immunizzazione – va avanti Pan – il vaccino renderà la nostra vita meno gravosa, ma sempre se continuiamo a rispettare le regole anti contagio. E fino a quando il bollettino quotidiano dei nuovi positivi e dei morti registrerà i numeri di oggi non si potrà tirare un sospiro di sollievo”. Per farlo, e ripristinare il “contact tracing” sui territori, i nuovi casi non devono superare il 5% di tutti i tamponi eseguiti, quindi quota 5-6mila al giorno – “così con il supporto del vaccino si riuscirebbe a contenere la diffusione del virus”. Obiettivo raggiungibile, ma non nell’immediato. Il futuro prossimo sono le festività natalizie, il rischio che l’esasperazione per le restrizioni prolungate e la “voglia di Natale” si traducano in un allentamento della tensione, in un generale abbassamento della guardia.

Per l’infettivologo cremonese “è comprensibile che la gente non ce la faccia più, ma bisogna resistere e attenersi alle regole fissate”. Soprattutto “non aggregarsi oltre i limiti consentiti. Stare a distanza è la soluzione migliore. Pensiamo ai nostri anziani. Vale la pena insistere per rivedere i propri cari, sapendo che c’è il rischio che si infettino? Dopo, è inutile piangere sul latte versato e non dimentichiamo che di Covid si muore”. Per non parlare del fatto che incrementare la circolazione del virus darà nuovo impulso all’annunciata, e temuta, terza ondata. Per Pan “arriverà senza dubbio. E noi ci stiamo già organizzando”.

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