Forno crematorio a Spino, Galbiati: 'Nulla di deciso' Sabato il consiglio comunale
Si svolgerà sabato 18 dicembre il Consiglio comunale a Spino d’Adda relativamente alla discussa questione della ralizzazione di un forno crematorio. L’assemblea – che si svolgerà in palestra – è aperta ai cittadini, in un numero limitato di posti a causa dell’emergenza sanitaria.
La vicenda è dibattita sia sul piano politico che sui social, dove i residenti del comune cremasco si dicono per la maggior parte contrari alla realizzazione dell’opera. La Maggioranza, anche tramite il vicesindaco Enzo Galbiati, rassicura la popolazione, ribadendo che “nulla è ancora stato deciso. Si è semplicemente acconsentito a Regione Lombardia di effettuare una valutazione relativa all’idoneità dell’area”. Nessuna intenzione, dunque, di “tagliare fuori i cittadini. C’è tutto il tempo per realizzare una consultazione”.
Il consigliere regionale pentastellato Marco Degli Angeli, tra i primi ad interessarsi alla questione, chiede alla Minoranza di “intraprendere azioni concrete nelle sedi preposte, come una mozione per avviare immediatamente un referendum. Anche perché – aggiunge – altri comuni dell’Area Omogenea stanno già deliberando il protocollo d’intesa che vede Spino capofila. Questa è una mancanza di rispetto nel confronto dei cittadini di Spino che hanno saputo solo dalla stampa dell’esistenza di un progetto che il sindaco e la giunta conoscono da almeno da 6 mesi”.
C’è di più: nel bando dell’Ente regionale (pubblicato lo scorso 3 luglio, ndr) si specifica che “ad oggi non esistono in Regione Lombardia criteri tecnici uniformi finalizzati ad individuare prescrizioni specifiche, nonché valori limite alle emissioni, al fine di supportare le istruttorie da parte delle Autorità competenti e garantire adeguati livelli di tutela della qualità dell’aria”.
Una “follia”, la definisce Degli Angeli. “La Regione chiede ai territori manifestazioni di interesse per impianti per i quali la Regione stessa non ha linee guida. E i Comuni deliberano senza porsi domande”. Relativamente a questo punto, anche il vicesindaco Galbiati ha definito il bando “monco”.
Ambra Bellandi