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Modifiche statuto di 'Opera
Pia': Minoranze non ci stanno
e tornano sui nodi di Finalpia

Le Minoranze dopo la Commissione di Garanzia, svoltasi il 3 dicembre, tornano sui nodi di Finalpia. Ieri sono state illustrate le modifiche allo statuto della “Fondazione opera pia marina e climatica cremasca” – necessarie per adeguarsi alla legge nazionale sul Terzo settore del 2017 – e i rappresentanti dell’Opposizione hanno notato diverse criticità.

A cominciare dal M5s, che trova “inaccettabile la proposta del Cda di garantire un’indennità ai suoi componenti. Il rischio è che il Consiglio di Amministrazione possa diventare un mezzo per arrotondare le proprie entrate. Rimborsi spese a parte, i Consiglieri svolgono il loro ruolo gratuitamente e non deve essere prevista alcuna indennità, specialmente se decisa dal Consiglio di Amministrazione stesso”.

Per Forza Italia e Polo Civico sono intervenuti i consiglieri Laura Zanibelli e Sandro Di Martino: “Il Pd, il sindaco Bonaldi e il CdA non sono stati in grado, in tutti questi anni, di valorizzare e tutelare un importante patrimonio immobiliare ed affettivo di tutta la Comunità cremasca ed ora non sanno fare altro che proporre la (s)vendita dell’immobile per tentare di porre rimedio alla loro disastrosa gestione”. Vendita che sarebbe “un altro imperdonabile errore. Chiediamo al Pd, al sindaco e al CdA un cambio di passo e l’assunzione piena delle loro responsabilità politiche ed amministrative e di proporre soluzioni alternative”. Niente comitati, sottolineano i due consiglieri: “Risulterebbero uno strumento per annacquare le responsabilità, che invece devono restare interamente in capo ai diretti responsabili. Noi restiamo a disposizione e pronti a collaborare”.

Anche Andrea Agazzi, capogruppo della Lega confida in una “nuova visione di politica che non sia relegata alle sole segreterie di partito, ma che abbracci le energie civiche della città e permetta a tutti i cittadini di partecipare all’amministrazione e alla valorizzazione della cosa pubblica. Auspico che le nostre fondazioni cittadine diventano a tutti gli effetti indipendenti rispetto alle azioni e alle volontà politiche dell’Amministrazione di turno”. Più in dettaglio, su Finalpia, Agazzi sostiene che “questa città è amministrata dal Pd da 7 anni. Spettava ai suoi rappresentanti la responsabilità di offrire delle soluzioni. Ma non è tempo per la polemica. E’ necessario guardare in faccia alle novità normative che impongono un distacco dei tradizionali legami che la politica aveva con le fondazioni. E’ in questo solco che mi sento di promuovere un percorso amministrativo diverso, che possa conciliare l’assoluto rispetto della normativa vigente ma al contempo tenere in considerazione le sensibilità politiche e civiche. La politica non faccia più scelte clientelari basate solo sulla base dell’appartenenza partitica, ma provi anche ad andare oltre. Faccia da vero aggregatore di energie civiche, seppur all’interno di una cornice valoriale che evidentemente deve rimanere omogenea alle proprie convinzioni democratiche. La politica sappia togliere le mani del potere fine a se stesso ed apra alla responsabilità ed alla condivisione”.

Ambra Bellandi

 

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