Valentino Vanelli: 'Lo Stato si è dimenticato di chi lavora nel catering. Aiutateci'
“Qualcuno trovi il modo di aiutarci, di permetterci di accedere agli aiuti governativi. Siamo alla fame”. E’ l’appello di Valentino Vanelli, 52 anni, da 20 operativo nel settore catering.
Residente a Bagnolo Cremasco, Vanelli ha sempre lavorato nella ristorazione, con grande impegno e passione. Da marzo, però, è a casa e per lui e i suoi colleghi è iniziato un calvario. “Il nostro codice Ateco è il 5621, quello riferito al servizio di catering per gli eventi”. Ma con la pandemia banchetti, cene di rappresentanza, matrimoni, fiere sono stati sospesi. La vita di questi lavoratori si è fermata.
Il problema è che la categoria Ateco 5621 sembra non appartenere a nessun gruppo delle professioni tutelate dal Governo. “Abbiamo bisogno dei sussidi: non lavoriamo da febbraio, a parte un paio di eventi lungo l’estate. Insufficienti, però, a permetterci una vita dignitosa”.
“Abbiamo interpellato i politici del territorio, l’Inps, ma nessuno riesce a darci una spiegazione. In un Paese dove viene distribuito il reddito di cittadinanza, dove si aiutano i bisognosi e gli ultimi, il Governo non può dimenticarsi di chi ha sempre versato i contribuiti e ora si ritrova alla fame”.
Anche i primi mesi del 2021, per questa categoria, si prospettano neri: “Molti eventi programmati per febbraio e marzo sono già stati rinviati alla primavera. Così non possiamo continuare. Molti di noi hanno famiglie e figli a cui dare da mangiare, o anziani da aiutare. Siamo preoccupati per il futuro e ci sentiamo presi in giro. Lo Stato si è dimenticato di noi. Per favore, aiutateci”.
Ambra Bellandi