Cronaca

Zona arancione, Libera Ass. Artigiani: 'Dal Governo meno assistenzialismo e più incentivi'

“Chiediamo un cambio di rotta da parte di questo Governo, che già in periodo pre-covid aveva un’impronta molto assistenzialista”. E’ il commento del presidente della Libera Associazione Artigiani, Marco Bressanelli, alla vigilia del passaggio della Lombardia da zona rossa a zona arancione. Un salto certamente in positivo, ma che non sarà sufficiente per la ripresa piena dell’economia italiana: “Se si vuole rilanciare il mondo del lavoro è necessario passare dai giovani. Occorrono incentivi seri, che permettano di sviluppare nuove imprese. Noi – aggiunge – lo sosteniamo da anni e ora lo diciamo con più forza, perché ovviamente la pandemia ha evidenziato il problema”.

Anche Roberto Marangoni, presidente della LAA sottolinea la sofferenza degli associati durante il primo e secondo lockdown. “Il passaggio in zona arancione ci auguriamo possa permettere alle categorie più penalizzate di rialzarsi, almeno in parte. Gli artigiani hanno sempre lavorato in sicurezza, seguendo tutte le disposizioni sanitarie”. Tra le categorie più colpite ci sono certamente gli operatori della cura alla persona, ma anche i manutentori.

Chi, certamente, vede ancora lontana la luce in fondo al tunnel, sono i ristoratori. Gli unici che, anche in zona arancione, non hanno la possibilità di aprire al pubblico. E’ consentito l’asporto, ma come molti sostengono “non è certo sufficiente a sostenere le spese e pagare i dipendenti”. In città diversi titolari di bar e ristoranti si dicono felici per le riaperture concesse dal Dpcm di negozi di abbigliamento e centri estetici, “ma hanno dimenticato il nostro settore, che la scorsa estate ha lavorato bene, seppur in perdita per via degli ingressi ridotti. Ora abbiamo bisogno di capire perché siamo gli unici a non poter lavorare appieno”.

Un po’ più di speranza arriva dai proprietari e gestori dei negozi di abbigliamento, pur in difficoltà a causa del poco preavviso circa la riapertura: “Da un giorno all’altro ci è stato detto di rientrare in negozio. Dobbiamo allestirlo e sistemarlo in vista di domenica. Non sappiamo cosa aspettarci – aggiungono – di certo abbiamo qualche dubbio sul flusso di clientela perché non sono concessi gli spostamenti tra comuni”. Il periodo prenatalizio è fondamentale per il commercio: “Restare chiusi un mese ha incentivato l’acquisto online, e per noi significa aver perso una buona fetta di vendite”. Si cercherà di incentivare gli acquisti con promozioni e black friday “allungato”, almeno per la riapertura.

Ambra Bellandi

 

 

 

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