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Salvare imprese e famiglie: le
richieste delle ass. commercio
e artigianato alle Istituzioni

Un documento congiunto, che vede unite tutte le associzioni di categoria del territorio, per lanciare un accorato appello alle istituzioni e a tutti i rappresentanti territoriali, di fronte alla “gravissima difficoltà del momento che mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di imprese e famiglie”. Le richieste del commercio e dell’artigianato sono firmate dai rappresentanti di Confartigianato (di Cremona e Crema), CNA, Confcommercio, Confesercenti, Sistema Impresa – Asvicom, in rappresentanza dei comparti economici del Commercio, Turismo, Servizi Trasporti e Artigianato.

Un documento stilato “nella convinzione di potere avere risposte esurienti da chi ha assunto, chiedendoci il voto, la responsabilità di rappresentare le istanze della nostra provincia nelle varie sedi”. Perché se le imprese del Cremonese “hanno pagato un prezzo pesantissimo tanto nella prima fase”, nelle ultime settimane, “con l’introduzione della zona rossa regionale e non su base provinciale”, è arrivato un ulteriore colpo mortale.

“Il nostro appello nasce dalla consapevolezza che l’emergenza sanitaria stia diventando anche economica e (inevitabilmente) sociale” si legge nelle 4 pagine firmate dalle associazioni. “E dalla esigenza di esprimere con tutte le nostre forze il diritto costituzionale al lavoro e alla dignità dell’uomo. Non vogliamo assistenzialismo, ma la possibilità di programmare e organizzare le nostre aziende, la nostra vita e, se ci è concesso, i nostri sogni”.

Tra i punti focali delle richieste avanzate: riaffermare il diritto al lavoro; evitare gli errori del passato per tornare alla normalità e non affossare il Paese; accelerare sulle soluzioni sanitarie
; disporre degli indennizzi adeguati ai costi e sostegno al credito; sciogliere i nodi della fiscalità e della burocrazia
; dare attenzioni particolari ai settori più colpiti.

Ci sono poi alcune cose ritenute non più differibili: “la riapertura immediata di tutte le attività (negozi, bar e ristoranti); la possibilità di aprire 7 giorni su 7 con orario continuato; lo spostamento del coprifuoco alle ore 23; la possibilità di allestire e usufruire gratuitamente dei plateatici di bar e ristoranti attrezzandosi con funghi e riscaldamento; spostamenti consentiti tra comuni almeno sul territorio provinciale; uno sforzo da parte delle amministrazioni per agevolare l’accesso ai centri storici rendendo gratuito o calmierata la sosta; la Moratoria fiscale e delle cartelle esattoriali; una politica di immediato risarcimento dei reali danni subiti e non “ristori” elemosina”.

IL DOCUMENTO COMPLETO

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