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Fontana: 'No a differenziazioni,
dati omogenei tra province'
Misure forse fino al 3 dicembre

A margine della call con i sindaci dei capoluoghi lombardi, il presidente regionale Attilio Fontana ha dichiarato: “Tutti quanti abbiamo deciso di continuare la nostra battaglia in maniera unitaria, cioè di non fare richieste di differenziazione territoriale. I dati confermano che l’epidemia sta assumendo un comportamento unitario: i dati delle singole province sono sovrapponibili”. “Col Governo – ha aggiunto Fontana -, che ha dato massima disponibilità ad affrontare ogni tipo di discussione e la piena volontà di continuare questo confronto, abbiamo parlato della valutazione e della riduzione dei parametri: anche in questo caso, il ministro ha dato disponibilità per sottoporre ai tecnici queste richieste. Il ministro Boccia ha anche detto che il Governo vorrebbe mantenere le misure attualmente in vigore fino al 3 dicembre”.

A margine del confronto, il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha sottolineato: “L’indicazione di Governo e Regione è di essere molto cauti. Le misure, prese da Regione già a fine ottobre e da Governo con l’ultimo DPCM, stanno portando effetti. Se consolidiamo questa situazione avremo più garanzie per il periodo natalizio”. “Noi – ha aggiunto il sindaco -, insieme a Bergamo, Brescia, Mantova, avevamo chiesto subito di pensare ad una differenziazione tra territori. Ora, anche alla luce delle considerazioni emerse, dobbiamo porci l’obiettivo di consolidare questo trend positivo e l’obiettivo importantissimo di preservare il mese di dicembre, senza rischiare di avere un peggioramento proprio in quelle settimane e di mettere in dubbio possibili ristori”.
Il primo cittadino ha quindi concluso: “La settimana prossima dunque ci rivedremo con la speranza concreta di arrivare ad un allentamento delle misure, da valutare e sostenere con forza e per questo ci impegniamo a fondo. Ma sarà per noi molto opportuno fare scelte forti su allentamenti anche per bar e ristoranti, perché, se saremo zona arancione, ristoranti e bar potranno comunque fare solo asporto e domicilio. Ci sono poi altre realtà che comunque rimarrebbero chiuse, che soffrono e lo sappiamo. Il Comune di Cremona si sta fortemente impegnando perché liquidità arrivi e senz’altro non ha mai smesso di premere perché Governo e Regione facciano la loro parte”.

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