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Strage di Pioltello, si è aperto
il processo: in 68 chiedono
la costituzione di parte civile

Si è svolta questa mattina, lunedì 16 novembre, l’udienza preliminare relativa al maxiprocesso per il disastro di Pioltello, il tragico incidente ferroviario in cui il 25 gennaio 2018 tre donne persero la vita: la cremonese Alessandra Pirri, di Capralba, Ida Milanesi e Pierangela Tadini. Altre 50 persone rimasero ferite, alcune in modo serio.

Durante il processo, celebrato di fronte al gup Anna Magelli in una delle grandi sale della Fiera di Milano, 68 persone hanno chiesto di costituirsi parte civile tramite il sindacato Orsa e l’associazione dei consumatori Codici.

Uno dei nove imputati, che devono rispondere all’imputazione di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, ha chiesto il patteggiamento. Tra gli imputati manager, dipendenti e tecnici di Rfi. L’udienza è stata quindi rinviata al 16 dicembre, quando, dopo aver ascoltato le parti, il magistrato deciderà sulle costituzioni di parte civile.

L’incidente, che coinvolse il Cremona-Milano Garibaldi delle 5.32, si verificò a causa del distacco di 23 centimetri di rotaia, che provocò il deragliamento del treno. L’inchiesta è stata chiusa lo scorso ottobre, dopo due anni di indagini.

“La nostra associazione, attraverso la delegazione lombarda, si attivò da subito per fornire assistenza ai passeggeri coinvolti in quel drammatico incidente” commenta Ivano Giacomelli, segretario Nazionale di Codici. “Abbiamo avviato un’azione collettiva e ora ci aspettiamo che venga fatta chiarezza. A nostro avviso, la manutenzione è il punto centrale ed il processo dovrà accertare se la rottura del giunto dei binari ha causato il deragliamento”.

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