Lunedì riapre il dormitorio Rifugio San Martino a Crema
Lunedì 2 novembre Caritas Crema riapre il “dormitorio” Rifugio San Martino – in via Civerchi, nel palazzo ex Artigianelli – che dall’autunno-inverno 2013 la diocesi di Crema mette a disposizione di persone che, per varie vicissitudini, si trovano senza una fissa dimora e a vivere in condizioni di povertà e profondo disagio.
“Quest’anno – evidenzia il referente del servizio Massimo Montanari – l’offerta è ancor più sfidante, dovendo contemperare la tutela sanitaria e la risposta a persone che vivono nel nostro territorio in condizioni di povertà estrema e senza una casa.”
“Abbiamo pertanto costruito un protocollo Covid, che applicheremo al meglio possibile – aggiunge – che prevede, oltre alla misurazione della temperatura all’ingresso e alla dotazione dei dispositivi di protezione, l’osservanza del distanziamento. Questo potendo anche utilizzare alcuni degli ampi spazi disponibili al piano terra, dove saranno servite la colazione mattutina e il rifocillamento all’accoglienza di sera. Inoltre, come già avviato lo scorso marzo-maggio per i soli ospiti del rifugio, e proseguito poi per tutta l’estate fino a tutt’oggi aperto anche ad altri in difficoltà con una presenza media di 22 persone, continuerà la possibilità di consumare un pasto caldo a mezzogiorno, sempre presso la medesima struttura di via Civerchi, evitando assembramenti alla Casa d’Accoglienza Giovanni Paolo II di via Toffetti.”
L’accesso al Rifugio, come gli scorsi anni, avviene facendo domanda al Centro di ascolto diocesano alla Casa della Carità in viale Europa 2, o alla Casa d’Accoglienza in via Toffetti 2, oppure attraverso i Servizi sociali del territorio, o anche presentandosi direttamente in via Civerchi, all’apertura del “dormitorio”.
Durante la notte sono presenti due volontari, o anche tre, che hanno tutti i riferimenti utili in caso di necessità. Mentre nella fascia dell’accoglienza, dalle ore 20 alle 22, e in quella dell’uscita, dalle 7 alle 9, si alternano quattro operatori, perché “oltre a offrire la possibilità di dormire in un letto, al riparo dai rigori dell’inverno – tiene a evidenziare Montanaro – è importante poter stabilire relazioni con queste persone, per dare la possibilità, a chi lo desidera, di cercare un’opportunità di uscita dalla situazione di bisogno, venendo ‘preso in carico’ e accompagnato in un percorso più strutturale all’interno dei progetti di accoglienza e di reinserimento sociale della Casa della Carità”.