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Padre Gigi Maccalli è a casa
'Ho sognato tanto questo
giorno. Grazie!' [VIDEO]

E’ sceso dall’auto della sorella Clementina in un baleno per correre ad abbracciare suo fratello Angelo. Padre Gigi Maccalli è a casa, a Madignano. E’ arrivato oggi, 10 ottobre, alle 17.20. La famiglia l’ha accolto con un applauso, cui sono seguiti abbracci stretti, senza parole. Abbracci che sciolgono un’attesa interminabile, fatta per lo più di silenzio e speranza, iniziata da quella notte del 17 settembre 2018, quando i jihadisti lo hanno rapito dalla parrocchia di Bomoanga, in Niger.

Dietro la mascherina si vede il sorriso: stanco, provato, ma pieno di felicità. “Sto bene”. Sono state queste le prime parole pronunciate dal missionario, atteso anche dai giovani dell’oratorio che hanno addobbato la casa per il suo arrivo. “Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene. Bentornato!” la scritta sullo striscione affisso alla villetta.

Un momento di estrema commozione per il religioso rapito oltre due anni fa nella regione del Sahel al confine con Burkina Faso e Mali. Ed è qui che è stato portato Gigi, e dove, infine, è stato rilasciato. “Ho avuto eco di tutte le testimonianze, di quanto avete fatto e pregato. Delle campane che hanno suonato alla notizia della mia liberazione. Non ho parole per dirvi grazie”.

Al balcone, con i suoi fratelli accanto, piange di gioia: “Sto bene. E’ stata lunga ma sto bene. Ho sognato tanto questo giorno, di poter tornare a casa, al paese, dalla famiglia. Grazie”. Poi, vinto dalla commozione, rientra per godere della quiete di casa.

Nei prossimi giorni incontrerà il vescovo Daniele Gianotti, prima di partire per Genova alla sede della SMA – Società Missioni Africane per la quale operava in Niger, e ritrovare i suoi confratelli.

Ambra Bellandi

 

 

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