Cronaca
Rotary Pandino Visconteo: una serata dedicata alla sicurezza stradale
Torna nella storica cornice della Trattoria Volpi di Nosadello il Rotary Club Pandino Visconteo e lo fa nell’ambito di una serata dedicata alla sicurezza stradale. Ospite, la dottoressa Federica Deledda, vicequestore, dirigente della Polizia Stradale di Cremona, che si è occupata del tema: Promuovere insieme la cultura della sicurezza stradale.Vision Zero: una scommessa sul futuro! Prima, i saluti della presidente del club Marianna Patrini, che ha ricordato gli impegni delle prossime settimane, in particolare la Giornata mondiale della Polio e le manifestazioni del 24 e 25 ottobre, per il progetto End Polio Now. Dopo, presentata da Fabiano Gerevini, la parola è passata alla dottoressa Deledda, che oltre a dirigere la Polizia Stradale della provincia e componente per l’Italia di Roadpol (European Roads Policing Network), la rete delle polizie stradali europee.
Le scelte. Fin dalle prime battute la comandante ha posto l’attenzione su alcuni concetti chiave, a partire da quello delle scelte di ciascuno, volendo veicolare un messaggio diverso, rispetto ad una semplice elencazione di norme che presiedono alla corretta interpretazione del ruolo di utenti della strada: in macchina, in moto, in bici, elemento ancor più interessante da indagare proprio nel periodo post Covid. “Quando sei un poliziotto lo sei per 24 ore al giorno, inteso come abito mentale” ha chiarito il vicequestore proponendo una visione a 360 gradi, di ciò che viene fatto dalle donne e dagli uomini della Stradale da lei diretti nel territorio e per il territorio, spesso citati e ringraziati per l’impegno anche nei mesi del lockdown.
Parole chiave. Nella sua relazione non poteva non partire però dall’articolo 1 del Codice della Strada, ponendo l’accento sull’attenzione verso le persone e la sicurezza in esso contenuto, evidenziandone le finalità di ordine sociale ed economico, che aprono diversi scenari. Focalizzando l’attenzione dei presenti sui dati Istat per ora disponibili, relativi al 2019, la dottoressa Deledda ha poi proposto un focus su ciò che il fenomeno degli incidenti stradali è nel Paese. L’obiettivo è stato quello di indurre alla riflessione sulle cause degli incidenti, gli orari nei quali maggiormente si verificano, la tipologia di arterie, ed ogni altro elemento utile ad attivare quegli interventi a tutela dei cittadini, come possono essere la dislocazione delle pattuglie sulle strade. Scelte, responsabilità, diritti, regole, libertà, convivenza civile: le parole chiave evocate dalla dottoressa e approfondite anche nel corso degli interventi proposti negli anni alle scuole, per sensibilizzare tutti fin da piccoli, rispetto al tema della sicurezza stradale.
Cause di incidenti. Riferimenti ai sistemi Adas (Advanced Driver Assistance Systems) presenti sulle nostre auto, che ci aiutano alla guida e tanti altri citati dalla dottoressa Deledda, accompagnata a Nosadello dall’Assistente Capo Stefano Volpi, tutti riconducibili alle tre cause principali degli incidenti stradali: la distrazione alla guida, il mancato rispetto delle precedenze e l’elevata velocità. Da qui, il passaggio successivo in termini di costi, diretti e indiretti, sopportati dalla collettività e cresciuti negli anni, anche a causa delle distrazioni alla guida determinate da quella necessità patologica di connessione permanente al mondo dei social.
Esperienze. L’equilibrio dinamico uomo, veicolo, infrastruttura e l’influenza delle condizioni ambientali è stato un altro aspetto analizzato dalla dottoressa Deledda, che avviandosi verso la conclusione ha parlato dell’iniziativa dei Safety Days europei di Roadpol, svoltasi nelle scorse settimane. In chiusura ha proposto un’immagine, sfocata dal punto di vista fotografico, ma intensa e ricca di significati, quella di un intervento della Stradale, su un incidente mortale avvenuto qualche anno fa in questo territorio, che ha coinvolto una giovane ragazza. Nel commento della dirigente, un mix di esperienze, dall’emozione della professionista, all’intervento della poliziotta, all’aspetto umano della mamma e, citando la campana simbolo rotariano, la dottoressa Deledda ha concluso: “La campana suona per tutti, non state a chiedere per chi suona”.
Ilario Grazioso


© Riproduzione riservata