Riqualificazioni urbanistiche: 35 mila mq di area pubblica, di cui 20 mila di parco urbano
Aree recuperate alla collettività, un nuovo corridoio ecologico, collegamenti ciclopedonali. "Questo il lato non raccontato dei piani di trasformazione".
Si sono spese molte parole, “ma non sempre approfondite”, sulla realizzazione di alcune strutture di media vendita in città tra via Milano e viale Europa: parti del territorio già compromesse e in alcuni casi dismesse, classificate come Ambiti di Trasformazione dal PGT del 2011, “sulle quali un approccio un po’ facilone ha voluto polemizzare”, commenta il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, “senza dire che si tratta di trasformazioni urbanistiche che restituiranno alla città spazi comuni per servizi e attrezzature di interesse pubblico”. “Si è voluto descrivere la nostra amministrazione”, continua il sindaco, “come insensibile al verde e prona ai centri commerciali. Ci sentivamo di obiettare, ma in modo argomentato”.
Innanzitutto: da questi piani di trasformazione il patrimonio della collettività si arricchirà di circa 35.000 mq di aree cedute al Comune o asservite ad uso pubblico destinate a verde e parcheggi, cioè servizi e spazi pubblici fruibili da tutta la cittadinanza (mentre ora non lo sono); di questi 20.000 mq saranno destinati a parco urbano, dando così finalmente una prima concreta attuazione ad uno dei punti più qualificanti del Piano di Governo del Territorio di Crema: un importante corridoio ecologico che attraversa la città grazie al potenziamento di ampi spazi di verde pubblico ricavati all’interno degli Ambiti di trasformazione. Previsione che finora era rimasta solo sulla carta.
Vanno aggiunte la realizzazione del collegamento ciclabile sul lato nord di via Milano e la sistemazione della pista ciclopedonale su viale Europa e le risorse per la riqualificazione del quartiere San Carlo e per la costruzione della rotatoria di via Indipendenza in sostituzione dell’attuale impianto semaforico.
“È anche di questo che dobbiamo parlare se vogliamo entrare nel merito degli interventi che stanno sorgendo nelle aree comprese tra via Milano e viale Europa”, spiega l’assessore alla Pianificazione territoriale, Cinzia Fontana. “Gli Ambiti di trasformazione del nostro PGT, infatti, ricadono su aree come l’ex-Fiat, ormai da parecchi anni in uno stato di abbandono e incuria totale, oltretutto già classificata come commerciale nel precedente strumento urbanistico che consentiva una superficie di vendita maggiore di quella ora in corso di realizzazione; così come di altre porzioni di territorio su cui insistono immobili dismessi, pericolosi e insalubri che necessitano di riqualificazione e, prima ancora, di pesanti interventi di bonifica. Ex-Bosch, ex-Leuenberger, ex-Ferriera, ex-Everest, ex-Milkana, solo per citarne alcuni”.
“È ‘cementificare’ se i privati proprietari intervengono con un piano di riqualificazione su queste aree?”, si chiede l’assessore. “Quale sarebbe l’alternativa? Lasciare migliaia di metri cubi perennemente nello stato di degrado in cui si trovano? Sarebbe questa la salvaguardia dell’ambiente?”.
Diverso è il caso dell’intervento che si sta attuando nella zona ortaglia del quartiere San Carlo. “Si tratta, in sostanza, dello spostamento di una parte di superficie edificabile che si sarebbe dovuta realizzare a ridosso del quartiere dislocandola invece nel triangolo dell’ortaglia tra via Milano e viale Europa. Una scelta, questa, che abbiamo assunto per garantire una distribuzione delle diverse funzioni residenziali e commerciali che fosse più rispondente alla situazione del comparto. E anche per assicurare il rispetto della percentuale di spazi pubblici al servizio della città concentrandoli maggiormente nella zona più adiacente al quartiere e alla gronda”.
Il risultato di questo spostamento di area edificabile sarà un grande polmone verde di bosco urbano godibile e fruibile da tutti, ma anche il nuovo disegno del margine della città proprio in quella parte del territorio più soggetta a forti pressioni per la trasformazione delle aree.
Per quanto riguarda la destinazione commerciale, l’assessore conferma la tendenza generale su questo tipo di destinazione, “individuata dal Pgt con un limite di superficie di vendita fino al 20% della superficie massima realizzabile. Quello che sta avvenendo è significativo per comprendere le dinamiche in atto: nei piani presentati, gli operatori privati utilizzano di fatto solo questa quota della superficie destinata a funzione commerciale – tendenzialmente, strutture di vendita mediopiccole – e non sono affatto interessati ad insediare altre funzioni (residenziale, direzionale, ricettiva, ecc). Ben poco può del resto incidere un’Amministrazione sulle tendenze di mercato e sui settori nei quali i privati scelgono di investire”.
Una politica del commercio che contingenti le attività economiche? Del tutto illegittimo. “Ciò su cui invece possiamo e dobbiamo prestare la massima attenzione è verificare l’impatto viabilistico ed acustico degli insediamenti, e infatti il nostro PGT obbliga le medie strutture di vendita sopra i 600 metri quadri alla presentazione degli studi sull’impatto sul traffico e su quello acustico, e di prevedere una dotazione minima di aree destinate a servizi pubblici, tant’è che il nostro PGT impone il reperimento di aree pari al 200% della superficie lorda di pavimento, il doppio cioè di quanto stabilito dalla legislazione regionale”.
