Cronaca
Commenta

Caso Scrp, Casorati: 'Frattura del territorio cremasco colpa degli 8 Comuni dissidenti'

Si allarga la frattura nel territorio cremasco, dopo l’uscita da Scrp degli otto Comuni dissidenti: arriva infatti la replica di Aldo Casorati, presidente dell’Area Omogenea. Casorati attacca gli otto sindaci e la loro decisione, “che purtroppo farà rivoltare nella tomba i Padri Fondatori del Consorzio Intercomunale Cremasco di qualunque partito fossero appartenuti” evidenzia. “Hanno dimostrato una lungimiranza politica eccezionale. hanno discusso, litigato, ma alla fine hanno trovato un accordo per il bene del territorio e sono sempre andati avanti, dotando questo territorio di fognature, collettori fognari e impianti di depurazione. hanno dato servizi ai nostri concittadini e coesione ai nostri Comuni.

Tutti I Comuni, compresi gli otto recedenti, non hanno mai investito in tutti questi anno un solo euro, e questo è bene che tutti Cittadini lo sappiano.Questi soldi sono il frutto di capitali investiti dalla società nei vari anni a partire dal Consorzio Intercomunale Cremasco.

La Società era e resta solida, con un capitale Societario importante un bilancio decisamente buono ed una buona liquidità frutto della cessione del ramo idrico. 

Passo ora ad esporre per una corretta informazione rivolta a tutti i cittadini le principali motivazioni addotte dai Comuni recednti:

• I recedenti non hanno approvato l’ investimento fatto sui varchi, tanto utili per la sicurezza e apprezzati dalle Forze dell’ Ordine. Faccio presente che l’ investimento a carico di Scrp era sato approvato da 40 Comuni su 48. vale a dire dal 83,3% dei Comuni. Mi sembra che tutti Soci di una Società (anche in Scrp era già successo altre volte) davanti ad una tale maggioranza i soci dovrebbero prenderne atto ed aderire. In tutte le Società sia pubbliche che private si agisce in questo modo.

• La società, pur pubblica era gestita, secondo la legge societaria, in ragione delle quote appartenenti ai Comuni. La loro critica era rivolta al fatto che Crema ed altri 3 o 4 Comuni di dimensioni medie potessero gestire a loro piacimento la Società possedendo più del 50% del Capitale. Cosa mai avvenuta vedi l’ esempio dei varchi dove sia il numero dei Comuni che il Capitale hanno superato l’80%.

Abbiamo proposto e poi l’ abbiamo realizzata di trasformare l’ unica società futura, derivante dalla fusione di Scrp e Consorzio it, in Società in house, dove il Comitato di indirizzo e Controllo Analogo composto da Sindaci eletti dall’ Assemblea avesse un compito molto forte e preciso di programmazione e controllo dell’ amministratore unico o del Cda. Come si può constatare, anche in questo caso si sono fatte scelte che aderivano ai rilievi fatti.

• Si erano sollevate critiche sull’operato del Cda allora in carica, e anche in questo caso si era assicurata la nomina di un amministratore unico della nuova società in house entro Dicembre 2018. Anche questo impegno mantenuto e per essere precisi si era indicato di nominare un Amministratore Unico e poi si è scelto di fare un CDA a tre componenti, ma non penso che questa scelta, discussa e approvata in assemble sia così dirimente.

Certamente non tutto come in ogni società, in ogni organismo non si siano commessi errori, fatte scelte non sempre ottimali, ma recedere da una società con un bilancio sano che serve e servirà al territorio e che molti altri territori ci invidiano ha provocato un danno non solo alla Società ma al suo territorio.

Il nostro lavoro va avanti, e per quanto mi riguarda con molta serenità, Consorzio it nel campo informatico riceve sempre più riconoscimenti anche a livello nazionale e altri territori, stanno chiedendo le loro prestazioni.

La Banda Ultralarga, sul nostro territorio è una esperienza unica a livello nazionale ed è portata come esempio, e questo lo si deve al grande lavoro di Consorzio it. I nostri Comuni lo possono testimoniare.

Si sta procedendo alla redazione del progetto ciclabili, con costoa carico di Consorzio it, riguardante tutto il territorio Cremasco e , le intersezioni con le grandi ciclovie.

Abbiamo presentato a tutti i Soci, un progetto di fattibilità di un forno crematorio, in collaborazione con Cogeme che si occuperà della gestione. L’ abbiamo presentato ai Dirigenti Welfare e Ambiente di Regione, che hanno apprezzato sopratutto l’ aspetto territoriale portato avanti dalle due società dei comuni. Altri progetti e investimenti territoriali sono allo studio.

Ho voluto fare questo comunicato, senza criticare e giudicare nessuno, mi sembrava giusto dare queste informazioni e fare in  serenità  queste precisazioni di fatti, confronti e proposte fatte dal sottoscritto prima della decisione assunta dai recedenti. Qualcuno non sarà d’accordo, rettificherà, preciserà ma le cose fondamentali sulla vicenda sono queste“.

© Riproduzione riservata
Commenti