I genitori della donna che si è data fuoco perdonano i cremaschi. Lettera del sindaco
In seguito al risalto dato dai media nazionali alla notizia di Paola, la donna che si è data fuoco lo scorso sabato in un campo di via Milano a Crema, e alle dichiarazioni del sindaco Stefania Bonaldi quando è stata ventilata l’ipotesi che alcune persone avrebbero filmato la scena della tragedia senza soccorrere la 38enne, si continua a parlare della vicenda.
I genitori della donna, Rosanna e Renato, hanno espresso parole di perdono e di comprensione nei confronti della nostra comunità. Il primo cittadino di Crema ha inviato loro una lettera in risposta:
“Carissimi Rosanna e Renato,
ci sono gesti che superano i limiti del tempo, dello spazio e, soprattutto, le personali meschinità di noi esseri umani, restituendo a ciascuno di noi quella dignità che non sempre riusciamo a onorare.
Il vostro perdono trasforma questa tragedia in una occasione di riflessione per tutti, presenti e assenti, chi riprendeva col telefonino, e probabilmente resterà nell’ombra, e chi, da lontano, si illude che basti non esserci, per essere migliori.
Vale per tutti, anche per la sottoscritta. Nessuno può dichiararsi estraneo in questo continuo gioco di omissioni che sta mettendo l’umanità di milioni di persone sotto il tappeto, in nome di nuovi egoismi che trovano sempre più udienza.
Le vostre parole di perdono sono un balsamo, ci fanno sperare che vi sia una possibilità per tutti e noi faremo in modo che essa venga colta.
Paola è stata vittima di quel male di esistere che travolge molti individui, spesso in cerca di un senso difficile da trovare; abbiamo per lei, credetemi, pensieri di sincero dolore, soprattutto chi è genitore. Non possiamo non pensare ai suoi genitori, le persone più colpite ma anche le più leste e generose nel tenderci la mano.
Grazie, a nome di tutta la Comunità cremasca, che è rimasta sconvolta da quanto è accaduto e che vi prego di sentire vostra e di amare così com’è. Conosco i miei concittadini e le mie concittadine, ognuno si assumerà in cuor proprio la quota di responsabilità che gli compete e questo ci aiuterà a convivere col senso di fallimento che ci assalirà, quando penseremo di non essere riusciti a salvare la vostra Paola, che ora è anche un poco nostra.Con un abbraccio affettuoso,
Stefania Bonaldi
Sindaco di Crema”
Alcuni cittadini, dopo gli epiteti con cui i media si sono rivolti a Crema e ai suoi abitanti, si sono sentiti offesi, in quanto – come si legge in molti commenti sui social – “non si può fare d’un erba un fascio”. Anche il giornalista Bruno Vespa aveva inviato un tweet con scritto “gli sciacalli di Crema”.
Ad oggi i video di cui ha parlato il soccorritore della donna, che ha raccontato al sindaco quanto accaduto e del menefreghismo dei presenti, non sono stati divulgati e la Procura non ha ancora dichiarato nulla circa eventuali approfondimenti. Certamente chi li ha girati si è ben guardato dal diffonderli. Ma Simone Beretta, consigliere d’Opposizione, nutre alcuni dubbi: “Ho atteso alcuni giorni non di vedere i video, ma di sapere se questi esistono. E se me lo chiedo io oggi, mi domando perché il sindaco non si sia posto il problema e abbia dato credito a qualcuno senza avere le prove, portando Crema su tutti i giornali come fossimo una città di ‘sciacalli’. L’ha fatta molto grossa stavolta”.