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Il Museo Civico non si ferma:
presentato l'allestimento delle
opere di Buso e le novità 2020

Da sinistra Moruzzi, Nichetti, Facchi, Barbieri
Tempo di grandi novità al Museo Civico di Crema e del Cremasco, “che non si è mai fermato – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Emanuela Nichetti – neppure durante il lockdown”.
Questa mattina è stato presentato il nuovo conservatore, Alessandro Barbieri, che prende il testimone da Matteo Facchi. Barbieri, bresciano, è stato selezionato ad inizio 2020, ma poi l’emergenza sanitaria lo ha costratto allo ‘smart working’. Ora però ha preso pienamente servizio: “Questo museo da un lato conserva, ma dall’altro produce cultura e ricerca e i risultati raggiunti in questi anni di lavoro lo dimostrano. Spero che il mio lavoro possa proseguire in questo solco”. Diversi i progetti in cantiere ora che l’attività è pienamente ripresa: dal rifacimento completo dei tetti del complesso al restauro degli archi del chiostro meridionale. In autunno si terrà una mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Raffaello e, infine, dopo l’estate sarà recuperata un’epigrafe che attualmente si trova nella campagna cremasca, e portata al museo per essere studiata ed esposta.
Nel frattempo Facchi ha esaurito il suo compito, anche se l’assessore Nichetti ha assicurato che la “collaborazione con Matteo proseguirà sotto altri profili”, ed ha illustrato alla stampa l’allestimento del corridoio che ora ospita i lavori di Aurelio Buso, allievo di Giulio Romano, cui era stata dedicata una mostra lo scorso anno. “Avrebbe dovuto esserci un’inaugurazione, ma le restrizioni sanitarie non l’hanno permesso. Abbiamo comunque deciso di aprire l’ala museale per permettere ai visitatori di godere delle tele esposte”.
Visitatori che pare siano in incremento: “Il turismo di prossimità, sul quale stiamo puntando, è in movimento. Ci aspettiamo molte persone a visitare questo museo del quale andiamo fieri”, ha aggiunto la Nichetti.
Insomma, il Museo è tutt’altro che fermo, grazie al costante lavoro di chi vi opera. Lavoro riconosciuto anche dal Soprintendente Barucca: “I pregevoli risultati raggiunti dal Museo Civico di Crema e del Cremasco, tra cui il recente recupero, con il restauro e – adesso – la definitiva esposizione museale degli strappi di Aurelio Buso, non possono che trovare il sostegno della Soprintendenza di Cremona, Lodi e Mantova, nella consapevolezza che la tutela dei valori storico-artistici di questo territorio passa dalla rigorosa attività di studio e dalla sempre più profonda conoscenza delle testimonianze del nostro passato”.
Ambra Bellandi

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