FI su accordo Comune-SM: 'Una capitolazione per l'Ente' Coti Zelati: 'Paradosso'
“Una capitolazione per il Comune di Crema”. E’ lapidario il giudizio del gruppo consigliare di Forza Italia alla concessione a Sport Management del credito ‘a rendere’ per la riapertura del centro natatorio comunale. 150.000 stanziati dall’Ente dietro richiesta del gestore che ha chiesto liquidità. “Viene da domandarsi – ha esordito Simone Beretta – perché il Comune debba fare da banca a SM. E soprattutto perché la società non abbia chiesto direttamente aiuto a un istituto di credito”.
In discussione anche la metodologia con la quale sono stati informati i capigruppo della decisione presa dal sindaco: “Ieri sera in Commissione Bilancio ci è stato riferito che la trattativa era ancora in corso. Stamattina ci è stata data comunicazione con un messaggio Whatsapp”, ha spiegato Laura Zanibelli.
Per i forzisti “era opportuno passare dal Consiglio comunale. Stiamo lavorando tutti – ha proseguito Zanibelli – per cercare di capire come e dove mettere voci a bilancio per sostenere cittadini e imprese e qui si distolgono risorse importanti”. “Il sindaco – ha aggiunto Agazzi – non può coinvolgere i consiglieri (e le minoranze) solo quando le fa comodo. Abbiamo collaborato tutti durante questa emergenza. Se il tempo del confronto collaborativo è terminato, lo dica chiaramente. Torneremo a fare democratica opposizione”.
La soluzione per Forza Italia era quella di “emanare un’ordinanza per costringere il gestore a riaprire il 1° giugno. Poi, casomai, avremmo aperto una trattativa. E’ istituzionalmente triste annunciare la riapertura solo dopo aver ceduto alle condizioni”.
Durissimo anche il commento alla vicenda di Emanuele Coti Zelati (capogruppo de ‘La Sinistra’): “Siamo al paradosso per cui l’istituzione pubblica comunale garantisce il business che un privato fa attraverso una proprietà pubblica. Inoltre uno degli effetti di questa operazioni è quella di legare sempre di più il Comune di Crema a Sport Management per cui sarà sempre più difficile rescindere il contratto qualora la società continuasse a non operare al meglio, cosa che invece è stata fatta in altri Comuni dove Sport Management operava. Resta poi il nodo dei rinnovi contrattuali dei dipendenti che erano passati in SM: quali garanzie sono state pensate per loro? Infine, questa società deve fare (come da convenzione) importanti investimenti sulla struttura, ben più onerosi di 150.000 euro: davvero potrà provvedervi? Se non lo farà il Comune ne avrà un duplice danno: il primo per i lavori non eseguiti e in seconda battuta il “regalo” di un “credito”. L’emergenza Covid ha sicuramente posto molte domande a cui siamo oggi tenuti a dare una risposta, una di queste riguarda, sicuramente, la logica dell’affido di servizi di utilità pubblica ai privati”.
Ambra Bellandi