Cronaca
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Morì per overdose a 37 anni, arrestati i pusher: spacciavano tra Cremona e Bergamo

Foto di repertorio

I Carabinieri della Compagnia di Crema hanno concluso un’indagine, su spacciatori di sostanze stupefacenti operante a cavallo tra le Provincie di Cremona e Bergamo, che ha portato all’arresto di due marocchini, responsabili dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti e del decesso di una ragazza, che era morta di overdose nel settembre 2019.

I militati cremaschi quel giorno erano intervenuti a casa di una 37enne nel Comune di Trigolo, che a causa di un’overdose di eroina e cocaina era stata trasportata e ricoverata presso il reparto di rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Crema. Il giorno successivo la donna era morta. Gli esami tossicologici avevano stabilito che la causa del decesso era riconducibile ad un’overdose da assunzione di droga.

I Carabinieri, analizzando il suo telefono e le chiamate effettuate dalla donna, avevano scoperto che la donna aveva contattato il pusher il giorno del ricovero per rifornirsi di droga (eroina e cocaina).

Dopo mesi di indagini, compiute sia con intercettazioni telefoniche che con metodi tradizionali (appostamenti e pedinamenti), i militari sono quindi riusciti a risalire a due marocchini, un 25enne ed un 22enne, entrambi clandestini e con precedenti di polizia. I due avevano dato vita ad una florida attività spaccio e per eludere i controlli si spostavano frequentemente tra le Provincie di Cremona e Bergamo.

Dalle indagini è emerso che il più anziano dei due aveva già subito una condanna per spaccio nel 2018 in Vailate, e che, dopo avere scontato solo una parte della pena era stato scarcerato e aveva ripreso ad esercitare in modo stabile la sua attività illecita. 

A seguito delle prove raccolte a carico dei due soggetti, il Gip del Tribunale di Cremona ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico di entrambi. I militari di Crema hanno iniziato immediatamente le ricerche, provvedendo a rintracciare e arrestare il 22enne, L.H, che si trovava ad Antegnate.

Il complice, E.H., probabilmente sentendosi braccato, si è dato alla fuga, finché non è stato fermato pochi giorni fa a Ceranova (Pavia) per un normale controllo di polizia, fornendo false generalità. Sottoposto a rilievi foto-segnaletici, ed emersa quindi la sua vera identità, è stato quindi arrestato a sua volta.

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