Cronaca

Attenzione, accoglienza e aiuto concreto: i 3 cardini di Caritas per la gestione dell'emergenza

In questo periodo di emergenza sanitaria Enti istituzionali e associazioni di ogni tipo si sono messe al fianco dei cittadini per aiutarli a superare le difficoltà. Tra le realtà che più, nel nostro territorio, si sono poste a servizio c’è la Caritas Diocesana che ha portato avanti la propria missione posandola su tre cardini: attenzione, accoglienza e aiuto concreto.

Attraverso tre fasi di gestione, l’organismo della CEI è riuscita a rispondere alle centinaia di richieste pervenute. “Nell’immediatezza dell’epidemia da Coronavirus abbiamo deciso di potenziare i servizi essenziali, come il dormitorio, la mensa e il centro di ascolto”, spiega il direttore di Caritas Crema Claudio Dagheti. Il dormitorio di via Civerchi ha visto crescere il numero di letti di 7 unità e, in un locale posto al piano terra dell’immobile è stato allestito un centro diurno dove gli ospiti possono pranzare (grazie al servizio mensa, convertito in asporto, ndr) e trascorrere parte della giornata, per evitare di rimanere in strada. Anche il centro di ascolto non ha interrotto la propria attività, anzi: attraverso i colloqui telefonici gli operatori sono riusciti a stare vicino a chi ne ha più bisogno.

La seconda fase ha riguardato l’ospitalità della brigata cubana: 23 i sanitari che hanno trovato alloggio presso la struttura delle ex Angeline in via Medaglie d’Oro, insieme ad altri 3 operatori della protezione civile. 5 sanitari provenienti dal Sud Italia, invece, sono stati ospitati alla Casa della Carità di viale Europa.

Passato il picco sanitario, la Caritas si è concentrata sull’aiuto concreto, attraverso la distribuzione di buoni spesa e derrate alimentari, consegnate dai giovani volontari – permettendo così agli over65 di restare a casa in sicurezza-. “Abbiamo messo a disposizione dei Comuni la nostra rete di supermercati, così da collaborare e raggiungere chiunque avesse bisogno. L’emergenza sanitaria – ha proseguito Dagheti – ha messo in ginocchio molte famiglie anche dal punto di vista economico, facendo emergere ulteriori difficoltà”. La quasi totalità dei Comuni della diocesi di Crema ha aderito al programma di aiuto alimentare: “Questo per noi è un risultato strepitoso, perché significa che c’è una rete di cooperazione ben radicata, che non è dovuta solo all’eccezionalità dell’emergenza. Ringrazio i Comuni per la fiducia che hanno avuto”.

Ora la terza fase prosegue, grazie al neonato Fondo Diocesano, che sta permettendo di raggiungere tutte le parrocchie. Un Fondo che vive in gran parte della generosità dei cremaschi che non si sono risparmiati in questo periodo difficile, “basti pensare al gruppo di ristoratori locali che hanno donato spese alimentari di diverse migliaia di euro e alla donazione di un’associazione che ci ha procurato beni per la prima infanzia per 80mila euro”.

“Oltre la sofferenza – ha concluso il direttore di Caritas – la cosa bella è stata vedere tanti di volontari delle parrocchie che hanno deciso, in sicurezza, di rimare attivi, di mettersi a servizio, così da poter raggiungere tutti coloro che avevano (e hanno) più bisogno”.

Ambra Bellandi

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