Cronaca

Coronavirus: i numeri dell'Asst di Crema: 7321 tamponi, il 20% positivi

Tempo di primi bilanci per l’Azienda Ospedaliera di Crema. Questa mattina il direttore generale Germano Pellegata, insieme al resto della dirigenza, ha illustrato le tappe e i numeri che hanno contraddistinto la prima fase di emergenza sanitaria da Coronavirus.

In 77 giorni sono state 5500 le persone che hanno effettuato l’accesso al pronto soccorso cittadino, di queste 3552 per sospetta infezione da Covid-19. I posti di terapia intensiva sono stati triplicati, portandoli da 6 a 18.

7321 i tamponi effettuati dall’Asst, dei quali il 20% (1471) ha dato esito positivo. Un focus merita l’indagine sul personale sanitario e ospedaliero in generale: su 1375 dipendenti, 865 sono stati sottoposti a tampone orofaringeo; di questi 195 hanno contratto il virus (23%).

 

Per quanto concerne la sierologia, e quindi l’indagine – tramite prelievo ematico – che è attualmente in corso di svolgimento, è già stato raggiunto il 100% del personale sanitario che non era mai risultato positivo al tampone, poco più di 800 persone. Degli 800 solo 128 hanno sviluppato anticorpi che fanno presumere il contagio. Il resto del personale – 563 unità – ha effettuato il test sierologico il 42%, con un esito positivo del 6% (34 persone).

Si evince un dato che evidenzia la messa in sicurezza degli operatori sanitari e del personale che gravita all’interno dell’ospedale: chi è stato esposto al virus in ambito domiciliare rappresenta il 50% dei sorvegliati. In ospedale, invece, solo il 16%. Un dato che il Cda del Maggiore utilizza per ribadire come “da subito tutti i dipendenti sono stati dotati di dispositivi di protezione individuale. Abbiamo assicurato ai nostri operatori mascherini, camici, sovracamici, tute, occhiali, guanti, calzare e tutto quanto occorresse per poter lavorare in sicurezza”.

 

E mentre i decessi calano (il trend si muove rapidamente verso lo 0), anche a Crema è partita, da circa una settimana, la sperimentazione di terapia con plasma iperimmune. I pazienti sottoposti a questo tipo di trattamento all’ospedale Maggiore sono stati due, entrambi hanno risposto bene alla cura. “Sono stati eseguiti 10 prelievi da donatori abituali. Parte del personale sanitario – ha spiegato la dirigenza – si è offerto volontario per la donazione”. Questo potrà avvenire, previa test e controlli che attestino l’effettiva guarigione e una percentuale di anticorpi sufficiente.

L’ospedale, in tutti i sensi, ricomincia a respirare. “Ripartiamo – ha affermato Pellegata – con tutte le precauzioni e il distanziamento, in modo prudenziale”. Nel frattempo, al sesto piano, sarà strutturata un’area dedicata ad eventuali picchi emergenziali con circa 45-50 posti letto e 2 per terapia intensiva.

Resta a Crema, fino a fine maggio, anche la brigata cubana e l’esercito con l’ospedale da campo, che ora ospita i pazienti in riabilitazione respiratoria.

Ambra Bellandi

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