Cronaca

Festa dei Lavoratori: il messaggio del sindaco Bonaldi

Foto d'archivio

Il lavoro è il fondamento dell’Italia.

È attraverso il “fare” che emerge l’essere: il primo dei principi della nostra Costituzione è molto concreto: è nella vita di ogni giorno che ciascuno di noi realizza se stesso e costruisce il “patto sociale”.

Il lavoro è dunque un diritto personale (e per questo dobbiamo batterci tutti quanti per chi un lavoro non ce l’ha!), ma anche un dovere sociale, perché è “partecipazione responsabile” al bene collettivo.

Questa partecipazione responsabile l’abbiamo sperimentata anche in questi mesi, in cui alcune categorie di lavoratori e lavoratrici ci hanno commosso per la loro dedizione, il loro impegno, un senso del dovere che andava ben oltre ciò che stabiliscono i contratti collettivi e le regole in materia di diritto del lavoro.

Penso ai lavoratori e le lavoratrici negli Ospedali, nelle Case di Riposo, negli ambulatori e nei presidi sanitari, nelle farmacie, in tutti i servizi pubblici essenziali, negli uffici o nei servizi al pubblico esterni, nei supermercati così come in tutti i negozi al dettaglio, lungo le nostre strade per garantire la nostra sicurezza, nelle fabbriche rimaste aperte o adattandosi al lavoro “agile” da casa.

Penso però anche a tutti quei lavoratori e lavoratrici, dipendenti o autonomi o a quegli imprenditori che il lavoro hanno dovuto sospenderlo per “cause di forza maggiore” imposte dall’emergenza sanitaria e che vivono settimane di trepidazione e di grande preoccupazione, perché non si vive d’aria e perché dal loro lavoro dipende quello di molti altri lavoratori.

Questo 1° Maggio lo dedichiamo ai lavoratori del mondo della Sanità per esprimere la nostra gratitudine e riconoscenza, ma in queste settimane abbiamo imparato che tutti i lavori sono importanti ed essenziali, perché ciascuno mette il suo mattoncino per il bene collettivo. Ed ogni mattoncino è fondamentale!

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