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La lettera di una giovane
artigiana tra emergenza e
burocrazia: 'Mi sento sfiduciata'

Lettera scritta da Melissa B. titolare del negozio Artestetica By Melissa di Madignano

Oggi Artestetica compie 10 anni, ed è per me un giorno triste, 10 anni fa non avrei mai immaginato di
trovarmi in questa situazione e proprio oggi il destino vuole che il decimo anniversario coincida con la Festa
della Liberazione, ma psicologicamente sono distrutta e sfiduciata.

Il problema non è solo aver chiuso il negozio per l’emergenza e di conseguenza non poter lavorare e svolgere la mia attività. Il vero dramma che sto vivendo è diventare matta tutti i giorni per; pagare i debiti, le utenze e un fido
mostruoso che mi sta inghiottendo sempre di più, perché ha degli interessi del 12,5%. Ciò nonostante ho lottato come una tigre, la mia quarantena la sto passando così tra telefonate, mail, pec, ecc..

L’unico conforto lo ricevo dalle clienti che mi chiedono come va, e quando potrò riaprire (come se dipendesse da me) per il resto nessun aiuto dallo Stato e nessuna certezza. Certo muoversi nella burocrazia non è facile, ma ora dopo 10 anni di lavoro, per la prima volta devo supplicare le banche per avere un micro finanziamento e chiamare l’Inps perché da non credere… sono ancora in attesa dei famosi 600 euro e vengo rimbalzata ovunque; dai call center, dalla banca, nessuna umanità e mi sento umiliata. Chi mi conosce sa quanta passione e impegno ci metto nel mio lavoro e ho sempre pagato tutto! Chi mi conosce sa che lavoro dieci ore al giorno in negozio con la testa bassa e sempre con un sorriso per le mie clienti! Chi mi conosce sa che non amo mettermi in mostra e questa lettera ha l’unico scopo di denuncia per l’ingiustizia che sto subendo, temo non solo io, probabilmente tanti di voi sono nella mia condizione.

Vi voglio raccontare più nel dettaglio:
Il 30 Marzo quando ancora non vi era la possibilità di avere il prestito garantito dallo stato, mi metto in contatto con la banca presso cui ho il fido in essere per chiedere la possibilità di avere un micro finanziamento per avere liquidità per pagare fornitori, utenze e tenere a bada il fido del 12,5%. Parlo quindi con la responsabile dei finanziamenti della banca che mi chiede vari moduli compreso i famigliari che dovranno fare da garante, nessun problema spedisco il tutto compilato. I primi di Aprile non ricevo ancora nessuna risposta, anzi, scopro che nel conto dove ho il fido in essere, pago di interessi tra Marzo e Aprile € 954,86 e € 193,00, immaginate il mio sconforto in un periodo in cui
non ho entrate. Mi sento molto frustrata e delusa perché in un periodo così difficile pagare questi interessi mi sembra una vera ingiustizia e ho la sensazione di avere un cappio al collo! Nel frattempo sento dal governo nascere il famoso decreto liquidità con finanziamento sotto i 25.000 € per le piccole e micro imprese, nasce in me la speranza e ricontattato la responsabile della banca per capire se c’è la possibilità di ottenere questo finanziamento a tasso agevolato e arginare il fido. Nel mio cuore ho la speranza di riuscire a risolvere ed essere tra le prime per ottenere il finanziamento essendomi mossa molto prima (a marzo) ed essendo la mia una situazione di vera emergenza.
Purtroppo non ricevo aiuto dalla banca e ottengo a fatica su mio continuo sollecito dei moduli da compilare senza il minimo supporto, li ottengo solo il giorno martedì 21 Aprile. Così li compilo velocemente anche grazie all’aiuto della mia associazione Artigiani di Crema e li invio il giorno stesso alla banca. Purtroppo non ricevo nessuna risposta, chiamo così la banca il giorno 24 Aprile chiedendo aggiornamenti e se fosse tutto ok, ma la responsabile mi risponde frettolosamente che nel modulo c’è un errore o forse più di compilazione.. penso, “cavolo se solo mi avvisava prima sistemavo i moduli i giorni precedenti, come faccio ora?” Lei mi risponde seccamente che dovrò aspettare la risposta ufficiale dalla banca. Così in data odierna 25 Aprile mi trovo ancora senza finanziamento con mille dubbi e con il fido in essere che continua a generare interessi a beneficio della banca del 12,5%. La sensazione è che la banca abbia fatto ostruzione verso i miei confronti, così da lasciarmi in questa condizione, ma ripeto è solo una mia sensazione.
Notare che il 30 marzo cominciavo a muovermi per trovare una soluzione e oggi 25 Aprile non ho ottenuto
niente.

Un’altra ingiustizia che mi trovo a subire riguarda il discorso bonus 600€ per gli autonomi, la domanda fatta all’Inps risulta infatti fatta e accettata il 2 Aprile, non vi è nessun errore, ciò nonostante non ho ricevuto ancora il bonifico e quindi questo famoso aiuto dello Stato. Chiamo ogni giorno l’Inps, a fatica riesco a parlare con un operatore il quale non sa darmi informazioni, anzi spesso mi chiede cosa vedo all’interno del portale Inps della mia pagina.. una sorta di psicologo che ti fa trovare le risposte ai tuoi problemi da solo!

Se avete avuto la pazienza di leggere tutto questo, capite perché oggi 25 Aprile mi sento così sfiduciata, perché piango la notte e mi sento delusa. L’unica consolazione è la passione per il mio lavoro e l’affetto che provo verso i miei clienti, per questo continuo a combattere, ma per la prima volta non ho voglia quest’anno di festeggiare il 25 Aprile, di esporre una bandiera, tantomeno festeggiare il decimo anniversario di attività.

Buona Fortuna e comunque Buon 25 Aprile.

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