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La volontà del volontario: da
CRI di Crema l'esperienza di
chi è a servizio degli altri

Servizi incrementati, la stanchezza che si fa sentire da settimane ma anche tanta soddisfazione, quella che vivono quando riportano a casa un paziente dall’ospedale, quando riescono a dare conforto alle famiglie; il cuore che si apre nel sentire il “grazie” di chi riceve spesa e farmaci.

E’ la “volontà del volontario” come ha detto una soccorritrice della Croce Rossa di Crema. Un messaggio che vale sempre, tanto più da quando è scoppiata la pandemia da Coronavirus.

Dal 22 febbraio il telefono della sede in Piazzale Croce Rossa 4 non ha ancora smesso di squillare. Al centralino si turnano diverse persone che prendono in consegna le informazioni e le diramano ai colleghi, in forze con nuovi servizi. “Oltre all’h24 di 118, per far fronte all’emergenza, abbiamo aggiunto un mezzo attivo h12, trasferiamo i soggetti positivi al Covid-19 in tutta la Lombardia ma anche dal pronto soccorso cittadino all’ospedale da campo, consegnamo farmaci e spesa per chi non ha una rete famigliare e portiamo ai pazienti ricoverati gli indumenti di ricambio che ci consegnano i parenti”. A spiegarlo Marilisa, responsabile della Comunicazione CRI CREMA e da anni volontaria a Crema.

C’è Luciano, 51 anni, che presta servizio con il figlio Gaetano. Francesca, che di anni ne ha 26 e ora che l’azienda per cui lavora è chiusa (come impone il Governo per arginare il contagio) dedica tutta la sua giornata alle attività della Croce Rossa. C’è anche chi va in ufficio con le occhiaie, perché la notte l’ha passata sulle ambulanze.

Sono storie ordinarie – da sempre – di dedizione straordinaria. Un servizio che va oltre la paura di essere contagiati, oltre lo sconforto nel vedere le lacrime di chi sta male, di chi ha paura di non ricongiungersi più con la famiglia. “La tristezza che ho visto nei volti delle persone, in questo periodo così difficile, non la scorderò mai più”, racconta Gaetano.

Ma si prosegue, barra dritta e coraggio: “Quando ci chiamano – prosegue Luciano – Ci prepariamo: mascherina, occhiali, guanti, tute, e corriamo in aiuto”. Il cuore oltre l’ostacolo, il coraggio oltre la preoccupazione. Tutto è perfettamente organizzato, in un meccanismo puntuale del lavoro, nel quale ogni ingranaggio fa la sua parte. “L’emergenza ha rafforzato il lavoro di squadra, l’unità, e anche la precisione”, aggiunge Marilisa.

A livello psicologico “siamo su un’altalena di emozioni. A volte – spiegano – si fatica a prendere sonno, ma in servizio siamo tutti estremamente concentrati. Abbiamo un supporto psicologico a nostra disposizione e il sostegno di quei volontari che si sono presi una ‘pausa’ dal volontariato, che ci chiamano spesso, ci chiedono come stiamo e come possano rendersi utili a distanza”.

Si fa rete, insomma. E non solo internamente: i ragazzi della Croce Rossa raccontano della solidarietà che arriva anche dai semplici cittadini che donano generi alimentari e inviano tanti messagi di incoraggiamento, oltre a chi ha donato mezzi e ingenti somme di denaro per l’acquisto dei Dispositivi di Protezione individuale, “a cui va un immenso grazie”

Ma cosa vi spinge a spendervi così tanto? “Aiutare gli altri è la nostra missione. Noi ci siamo, ci saremo sempre. E’ una volontà che si autoalimenta: più la pratichi, più scopri di non poterne fare a meno”. A Crema ci sono sia volontari che dipendenti, la maggior parte giovani che si intercambiano con le “colonne portanti” dell’associazione. Ne vale la pena? Risponde Francesca: “I ritmi sono cambiati; faccio colazione col pranzo, merenda con la cena. Dormo poco. Ma non potrei fare altro se non rendermi utile”.

L’unica cosa che potrebbe fermare questo servizio reso gratuitamente alla comunità, è la mancanza di dispositivi di protezione individuale. Per questo la CRI di Crema ha attivato una raccolta fondi. CHIUNQUE VOLESSE DONARE, PUO’ FARLO ATTRAVERSO QUESTO LINK: https://www.gofundme.com/f/cri-cremacovid19

Il dolore è tanto, la fatica, anche di più. Ma c’è una moneta che ripaga più di qualsiasi altra: “il ‘grazie’ delle persone che aiutiamo”.

Ambra Bellandi

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