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Coronavirus, Gallera:
'Dovremo immaginare
un modo di vivere diverso'

“Di qui ai prossimi mesi dovremo immaginare un modo di vivere diverso, in cui saremo costretti a girare sempre con la mascherina, a scaglionare la nostra vita sociale… il tutto per un numero significativo di mesi” lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nella quotidiana conferenza stampa di aggiornamento sull’emergenza Coronavirus. C’è una luce in fondo al tunnel, ha detto l’assessore, che diventa più grande, ma il lavoro da fare è ancora lungo.

Cremona intanto rimane la 4ª città con il più alto numero di casi positivi, 1012, 36 in più rispetto a ieri. La città messa peggio è Milano, con 3.406 (che però rapportati al numero degli abitanti non sono poi così tanti), seguita da Brescia (1.229) e Bergamo (1.068). Cremona intanto rimane la 4ª città con il più alto numero di casi positivi, 1012, 36 in più rispetto a ieri. La città messa peggio è Milano, con 3.406 (che però rapportati al numero degli abitanti non sono poi così tanti), seguita da Brescia (1.229) e Bergamo (1.068).

I dati complessivamente disegnano tuttavia un miglioramento, come ha evidenziato Danilo Cereda, coordinatore dell’Unità di crisi della Regione: “Il livello di pressione sui servizi di emergenza urgenza è in calo oggi, sia nell’area di Brescia e Bergamo sia di Milano, mentre rimane costante nella Bassa. L’aumento dei casi è stato inizialmente esponenziale, mentre dopo gli interventi di limitazione della mobilità delle persone inizia a essere più stabile”.

Gallera ricostruisce anche l’andamento dei contagi e come si è propagato il virus da un luogo all’altro. “Se oggi possiamo ricollegare Orzinuovi a Codogno è perché qualcuno è andato a capire come diavolo poteva essere che ci fosse ad Orzinuovi un focolaio così lontano da Codogno ed abbiamo capito, , che c’era stata la fiera del fieno e c’erano persone che da Codogno sono andati lì” ha detto”. Altri approfondimenti hanno consentito di capire che “a Cremona si è sviluppato il contagio perché in molti andavano a ballare in una balera nella zona di Codogno”.

 

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