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La resilienza cremasca tra
speranza e generosità
I cubani già operativi

L’ospedale da campo allestito dall’Esercito Italiano è pronto, i medici da Cuba – che rinforzeranno l’organico del Maggiore – sono arrivati ieri sera e questa mattina sono già al nosocomio cittadino. Crema, dopo i tanti sforzi dei medici nostrani, riceve aiuto.

I sanitari sudamericani sono ospitati in parte dalla Diocesi (nella struttura delle Angeline in via medaglie d’oro) e in parte al Ponte di Rialto (grazie a una donazione del cav. Arvedi). Sono scesi dall’aereo sorridendo, con le facce stanche dal viaggio ma ben intenzionati a offrire le proprie competenze e a dare respiro ai colleghi cremaschi che da settimane sono in prima linea per combattere il coronavirus.

Hanno forse confidato troppo nella primavera padana, i cubani, atterrando con vestiti troppo leggeri. L’Amministrazione si è dunque attivata per procurare loro un abbigliamento più pesante, specialmente per gli spostamenti dagli alloggi all’ospedale. Per questo sono scesi in campo l’AC Crema, tramite il presidente e consigliere comunale Chicco Zucchi, e il Volley2.0 che hanno offerto tute e giubbotti per tamponare l’emergenza.

Il sindaco Bonaldi ha poi diramato un appello – tramite Facebook – ai comemrcianti cittadini se potessero donare i propri fondi di magazzino invenduti. La risposta degli esercenti non si è fatta attendere: “La generosità e solidarietà di queste ore è commovente e siamo già nelle condizioni di sospendere la raccolta. Abbiamo già raggiunto un numero davvero consistente di capi, parecchi depositati all’Ospedale da Campo e altri direttamente agli alloggi. Al momento, ancorché parziale, poi integreremo, voglio ringraziare il negozio Enrico IV di Crema, Coop Lombardia e l’Associazione Clown per i carichi davvero eccezionali”.

Crema lotta, insieme. Ognuno un contributo: una goccia ciascuno per alimentare il mare della resilienza.

Ambra Bellandi

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