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Emergenza sanitaria: le
comunicazioni dei sindaci
alle società sportive

Il tema sport è stato sin dall’inizio delle misure di contenimento del contagio da coronavirus un problema complesso, da gestire e anche da comunicare, a causa anche delle diverse precisazioni che di volta in volta arricchivano l’ordinanza regionale. Il Decreto del governo ha tolto ogni interpretazione, semplificato e sostanzialmente aperto alle attività agonistiche e anche all’uso degli spogliatoi.
I sindaci del cremasco sarebbero stati più rigidi rispetto alla disciplina in materia di Sport del DPCM e della circolare esplicativa, perché ogni giorno che passa dimostra come limitare le occasioni di contagio, tutti quanti e ognuno per la sua parte, è un imperativo. Non potendo i sindaci modificare le misure degli enti superiori, è stato deciso di comunicare alle società sportive sia le regole ma anche delle raccomandazioni di buon senso.

MISURE LIMITATIVE DELLA ATTIVITÀ SPORTIVA FINO A DOMENICA 8 MARZO 2020

A seguito dell’avviso di chiarimento del DPCM 1/3/2020 dell’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, pubblicato in data 2/03/2020, consegue che sino a domenica 8 marzo 2020 è possibile lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive nonché delle sedute di allenamento DEGLI ATLETI TESSERATI AGONISTI all’interno degli impianti sportivi utilizzati a porte chiuse.

Vi INVITIAMO a prendere completa visione della comunicazione e a rispettare con assoluto rigore, con totale assunzione di responsabilità societaria, le misure organizzative previste dalla normativa comprese quelle atte a garantire adeguata distanza tra le persone come indispensabile presidio della tutela della salute.

Vi RACCOMANDIAMO altresì di valutare l’opportunità di effettuare allenamenti SOLO con riferimento alle prime squadre, impegnate in campionati nazionali o regionali, in considerazione della necessaria tutela della salute pubblica degli atleti e di tutta la comunità e della coerenza con la sospensione della attività didattica di ogni ordine e grado, ai fini della limitazione delle occasioni di contagio.

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