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Nicolini in 'zona rossa' tra
preoccupazione per la sorella
e la lontananza dal campo

SORRISI IN ZONA ROSSA: PARLA CECILIA NICOLINI

SORRISI IN ZONA ROSSA: PARLA CECILIA NICOLINIMai banale in campo, figuratevi fuori: sentite Cecilia Nicolini regista del Volley Offanengo 2011 che dalla sua Codogno ci racconta la vita in zona rossa. L'orgoglio dei comuni "blindati", la voglia di tornare alla normalità che per Ceci significa rimettere piede al PalaCoim. La storia, a lieto fine, della sorella che è stata a contatto con la moglie del paziente1. Istruzioni per l'uso: maneggiare con cura perché contiene sorrisi. Sì, quelli di una giovane sportiva che insieme ai suoi parenti e compaesani non vede l'ora di riconquistare la propria quotidianità.

Pubblicato da SottoRete su Venerdì 28 febbraio 2020

La palleggiatrice della Chromavis Abo, Cecilia Nicolini, parla degli effetti dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, dato che abita a Codogno, uno dei paesi in ‘zona rossa’. “Le cose – spiega Nicolini – vanno bene, la città si sta svegliando da questi primi giorni di paura e non è deserta. All’inizio c’era preoccupazione all’interno della mia famiglia perché mia sorella è entrata in contatto con la moglie del paziente 1 ed è in dolce attesa: fortunatamente sia lei che suo marito stanno bene ed hanno finito la quarantena senza sintomi”. Nicolini spiega quindi come sta vivendo questo periodo lontano dal campo: “Sto facendo tutto quello che posso fare, soprattutto a livello fisico. Per un’atleta è una situazione abbastanza grave, nel momento decisivo della stagione ho dovuto interrompere gli allenamenti”. “In questi giorni di difficoltà – ha concluso Nicolini – ho trovato tanto affetto da parte delle mie compagne, la squadra mi si è stretta intorno”.

Intervista di Simone Arrighi

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