Coronavirus, Salini: 'In Lombardia zone economiche speciali per superare la crisi'
“La Lombardia è il motore economico dell’Italia – spiega Gabriele Barucco, consigliere regionale Fi e firmatario della mozione – un’area fortemente propulsiva che da giorni è in gravi difficoltà: molti stabilimenti sono fermi, investimenti e ordinativi sono destinati a calare, secondo Confcommercio sono a rischio, tra marzo e maggio, oltre 20 milioni di presenze turistiche, con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi. Alla Lombardia serve pieno sostegno: salvare l’economia lombarda significa infatti salvare il Paese. In Europa vi sono numerose ‘Zone economiche speciali’ che promuovono lo sviluppo dell’economia regionale e spingono il Pil in modo rilevante: sono uno strumento utile per intervenire efficacemente e sostenere l’attrattività della Lombardia”.
“L’emergenza coronavirus – sottolineano Gelmini e Salini – legittima l’estensione della classificazione, normalmente pensata per zone depresse del Sud Italia, anche a territori strategici per l’economia nazionale ma la cui competitività è minacciata da eventi straordinari come il coronavirus. Turismo, manifattura, agroalimentare, commercio, logistica, sono alcuni dei settori chiave coinvolti: le aziende e le Pmi lombarde trainano il Pil italiano e rischiano una drastica contrazione del fatturato con conseguente perdita di posti di lavoro a causa dell’epidemia; la costituzione di Zes aiuterebbe ad affrontare la crisi nel medio termine, consentirebbe di ridurre la tassazione, semplificare procedure e burocrazia, agevolerebbe l’accesso ai fondi europei, favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro e investimenti. La mozione chiede inoltre che il governo italiano si attivi presso l’Unione Europea per destinare le risorse residue dei Fondi strutturali alle imprese lombarde”.
“La creazione di Zes sarebbe il contenitore ideale – concludono Gelmini e Salini – per garantire una risposta compatta del territorio, riunendo le numerose proposte che in queste ore stanno arrivando da più parti da categorie economiche e forze politiche”.