Cronaca

Le dichirazioni del sindaco Bonaldi su assemblea del personale

Che una assemblea sindacale di lavoratori evidenzi situazioni di fatica e chieda impegni in chiave migliorativa, richiama gli amministratori a un impegno rinnovato, dunque, io per prima mi metterò in ascolto delle istanze dei lavoratori del Comune di Crema.
Molti dei punti critici evidenziati possiedono solide fondamenta, basti ricordare che il nostro ente in questi sette anni si è dovuto misurare con un  ridimensionamento consistente, 40 unità, in costanza di quantità di lavoro, sopportando il pensionamento di due dirigenti, fra cui lo storico vicesegretario, sostituito in tempi molto lunghi per una serie di adempimenti burocratici e intoppi procedurali, la sostituzione di un terzo, oltre che la quiescenza di molti quadri ed altri funzionari, non tutti rimpiazzati in omaggio ad una normativa che negli anni scorsi imponeva di potere coprire il turnover solo nella misura del 30%.
Accanto a ciò, i limiti dettati da un CCNL che non aiuta a muoversi con la snellezza e la flessibilità che si vorrebbe, per potere premiare i lavoratori che si impegnano e fare giustamente progredire coloro che, avendone titolo, meriterebbero avanzamenti e assegnazione di maggiori responsabilità nell’Ente.
Vero che la struttura, in questa condizione “dinamica”, con vuoti da coprire e passaggi di testimone, talora non è riuscita a dare il meglio in fatto di gestione del Personale, e di questo mi sento di dare atto, esprimendo un impegno, mio e della Amministrazioni in generale, perché gli obiettivi siano assegnati per tempo dai dirigenti (cui la giunta li assegna con la approvazione del Bilancio) ai loro collaboratori, perché tutti i lavoratori abbiano una valutazione intermedia e finale (circostanza peraltro avvenuta già nel 99% dei casi) e perché vengano finalmente messe in atto quelle sacrosante misure di innovazione e flessibilità, anche nell’orario di lavoro , che premiano la qualità (di vita e di lavoro) senza andare a scapito del servizio ai cittadini: il nostro orizzonte e lo scopo primo ed ultimo di chi ha il privilegio di servire la sua Comunità lavorando in Comune.
Ribadisco, peraltro, il tutto nella cornice di un CCNL che non consente tutta la snellezza e le soluzioni premiali che ci piacerebbe poter adottare per valorizzare chi merita.
Infine, la scelta di non assegnare una Delega al Personale, intenzionale e non casuale, ispirata da alcune ragioni che provo a illustrare.
In primo luogo, reputo superato il tradizionale modello dell’Assessorato al Personale, a maggior ragione da quando, ormai da alcuni decenni, sono state ben distinte le competenze della politica da quelle dei tecnici, vale a dire gli atti “di indirizzo” che alla prima competono, da quelli “di gestione”, assegnati ai secondi.
Il Comune, al pari di una qualsiasi azienda, ha un proprio assetto gerarchico, una sua organizzazione interna, dei profili di responsabili di uffici e servizi e delle figure appositamente delegate, deputate a tutelare e rappresentare istanze ed interessi dei lavoratori, sia come “collettivo”, sia individualmente. Ciascuno di loro ha un ruolo e deve imparare a giocarlo a tutto tondo.
Il vecchio modello dell’Assessore al personale che tratta i casi dei singoli, che rischia di diventare destinatario di ogni sfogo dei dipendenti, per quanto mi riguarda non è replicabile, proprio perché difficilmente sostenibile, per quanto detto, nel contesto organizzativo attuale  (in cui la gestione, la valutazione, l’assegnazione di specifiche responsabilità, l’attribuzione di competenze spetta ai dirigenti e alle posizioni  organizzative) né responsabilizzante rispetto alle competenze delle figure apicali e di coordinamento, così come previste da alcuni lustri a questa parte nella struttura organizzativa dell’Ente. Per essere ancora più chiari, i pesi della relazione tra il personale e la politica sono stati in gran parte spostati, dalla legge non da noi, sull’asse dipendente-dirigente.
In tal senso ho preferito tenere in capo alla sottoscritta una delega alla Governance, che non è tanto “al Personale” quanto all’Organizzazione Interna, mentre non ho istituito, né intendo farlo, una delega ad hoc per il Personale.
Questa scelta vuole innanzi tutto motivare ogni assessore a occuparsi anche della organizzazione interna dei propri uffici e servizi, che presentano esigenze e problematicità specifiche, non sempre generalizzabili, dunque in questo senso è cresciuta la vicinanza tra il personale e l’amministrazione. Gli stessi assessori, tuttavia, riportano poi le questioni presenti nei loro settori a livello “centrale”, dove vengono sottoposte a uno sguardo d’insieme.
Uno modello organizzativo che responsabilizza i lavoratori, che devono rapportarsi a due livelli di interlocuzione amministrativa, infatti, attraverso questo approccio: prima specifico e poi collegiale; così si garantisce un controllo migliore sulle procedure e si garantiscono valutazione liberate da ogni interferenza di contiguità. Allo stesso modo, vengono responsabilizza le figure intermedie ed i vertici, vale a dire “i capi”, che devono crescere per essere sempre più all’altezza del loro ruolo di decisione, di coordinamento e di coinvolgimento delle maestranze loro assegnate. Senza interferenze ma anche senza alibi.
Diverso è il tema delle “Politiche del Personale”, che giustamente invece attiene alla Amministrazione e al Sindaco e rispetto al quale raccolgo, come detto, lo stimolo ad una maggiore attenzione sul fronte dell’innovazione, del telelavoro e della conciliazione dei tempi-vita. A tale proposito, la giunta ha espresso indicazioni precise, che, come i lavoratori sanno, debbono tradursi in atti regolamentari. Le politiche del personale peraltro si sostanziano nella contrattazione decentrata, che in questi anni ha sempre condotto parte datoriale e parte sindacale a sottoscrivere gli accordi che venivano negoziati, sulla base delle istanze dei lavoratori e degli strumenti messi a disposizione del CCNL, strumenti rigidi, limitati e assolutamente poco premianti.
In ogni caso sono disponibile ad ogni momento di incontro e confronto mi verrà richiesto dalle lavoratrici e dai lavoratori.
Stefania Bonaldi

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