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Sahel senza pace: ieri nuovo
attacco terroristico. Il 17
gennaio veglia per padre Gigi

Il Sahel non conosce pace. Sono passati 16 mesi dal rapimento di padre Gigi Maccalli, portato via dalla missione di Bomoanga (in Niger) dai jihadisti. Ieri, giovedì 9 gennaio, un nuovo attacco ha scosso la regione: il bilancio è di 25 soldati morti e 6 feriti, 63 jihadisti uccisi del centinaio giunto in zona a cavallo delle motociclette, così come avevano fatto quando hanno rapito il missionario cremasco. I militari nigerini sono riusciti a respingerli grazie all’appoggio aereo fornito dall’aviazione locale e da quello degli alleati (probabilmente droni americani o francesi). Questo attacco arriva un mese dopo quello del campo di Inates nello stesso settore, che ha causato 71 morti.

Nell’area è stato proclamato lo stato d’emergenza. I gruppi terroristici, che si muovono tra Niger, Mali e Burkina Faso, secondo quanto dichiarato dal vescovo Pierre Claver Malgo (della diocesi del Burkina Faso Fada’Ngourma) “vogliono occupare l’intera regione del Sahel”. Il monsignore ha sottolineato che quando i cristiani vengono attaccati, viene chiesto loro di riunciare alla propria fede per convertirsi all’islam.

Nel Burkina Faso l’anno scorso sono stati uccisi tre sacerdoti, e di padre Gigi ancora nessuna notizia.

Tutti i suoi fratelli – laici e religiosi – proseguono nella preghiera. Venerdì 17 gennaio 2020 alle ore 20.45 in Cattedrale, gli oratori cremaschi si raduneranno in preghiera per la sua liberazione. Ad ogni Oratorio della nostra Diocesi è affidato un Missionario o una Missionaria con cui vivere uno scambio epistolare. All’interno degli Oratori, coinvolgendo i vari gruppi, potranno essere prodotti filmati, book fotografici, lettere, condividere domande e curiosità, per comprendere che in tutte le parti del mondo, donne e uomini, sono al lavoro come buoni seminatori di bene e di pace. I missionari a loro volta potranno condividere la loro vita e la vita della loro gente. Molti sono anche i progetti che nelle missioni si stanno realizzando: nulla vieta che i ragazzi e tutto l’Oratorio possano sostenere alcune di queste opere.

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