Cronaca

Stazione metropolitana a Nanning: il progetto pensato dai cremaschi con Ipc

Questo progetto è una importante occasione, ancor più di altre, di consolidare l’amicizia che lega la città di Crema a Nanning e i avvicinare la cultura italiana a quella cinese. Il tema della Via della seta ha ispirato i nostri professionisti ed artisti che hanno ideato una proposta attualizzata dove emerge un presente che trova la sua forza nel passato. La Via della Seta è una strada a doppia direzione, sulla quale devono transitare non solo commercio, ma talenti, idee, conoscenze e progetti di futuro, obiettivi attuali più che mai, espressi altresì nella recente visita in Italia del Presidente cinese Xi Jinping.

È una proposta che consente alla città di Nanning e di Crema di mettere in pratica concretamente tali obiettivi, diventando città protagoniste di cooperazione bilaterale. È un progetto che vuol far emergere e mettere in condivisione l’italianità intesa come estro, creatività, innovazione, attraverso l’architettura, l’arte, la musica e la tecnologia, che si potranno fondere e respirare nella quotidianità di una vita metropolitana. Il progetto è stato pensato nei minimi dettagli e comprende come atto finale, un importante evento inaugurale che sarà occasione di grande visibilità, ideato in una modalità molto originale, in linea con i tema della Via della seta: IL VIAGGIO, un percorso che crea aspettativa, con mistero, come la narrazione di una storia, che trova qui, da allora, un altro inizio.

7 i cremaschi, tra artisti, designer e architetti, che hanno contribuito alla presentazione del progetto: Marialisa Leone, Stefano Ogliari Badessi, Gianni Macalli, Claudio Bettinelli e lo StudioBASE2.

Il luogo si identifica spazio umanistico-tecnologico, contemporaneo, basato sulle relazioni umane. Le emozioni, le sensazioni della gente sono le componenti strutturali che costruiscono questo percorso installativo.
Il vento è il tema sensoriale che caratterizza il percorso ambientale dell’installazione. Il vento dovrà accompagnare e fare vivere, o meglio far scoprire durante il percorso nella stazione, le varie sensazioni dell’identità italiana. I materiali saranno diversi: trasparenze luminose che illuminano e colorano lo spazio definendo una certa “enigmaticità”. Pareti più materiche, in legno, ferro, vetro, muro si alternano a quelle leggere e semitrasparenti dove attraverso la loro vibrazione
viene simulato il flusso del vento, mentre il passaggio delle persone determina la visione di immagini identificative (città , opere d’arte e persone, immagini di Firenze, Roma, Milano ecc). Un continuo divenire: dal pavimento che rimanda al mare, dai colori leggeri e fluttuanti, dal quale il calpestio dei passanti produce energia (la gente diviene ancor più protagonista influendo con apporto di energia-tecnologica oltre che umana-sociale), che illuminerà gli elementi dell’installazione; alle pareti, interamente composte di pannelli in materiali, colori e forme geometriche diverse tra loro, piane, oblique, curve, anche in movimento, che diano la suggestione di un mantello sotto l’azione del vento. E proprio come un mantello che protegge, quando viene abbassato dischiude il mondo, ti connette con la gente. E così la risposta alle sollecitazioni tattili del flusso quotidiano del pubblico sono processi interattivi di questo spazio “site specific”. Il luogo Italia, suoni, voci, immagini attive e mutanti, colori, luci…  un’immagine fluttuante avrà il cielo (il soffitto) capace di variare il proprio colore a seconda delle circostanze in stretto connubio al variare delle pareti ed in grado anche di creare una sorta di nebbia superficiale (ad altezza di soffitto, non a terra)
che espanda e circondi l’area rarefatta delle luminosità prodotte coi propri contenuti iconici.

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