Agata Soccini: da Crema al Giappone la ricercatrice 'crea mondi' in una nuova sfida
Un dottorato trascorso in Giappone nei laboratori del National Institute of Informatics, una cattedra al dipartimento di Informatica dell’Università di Torino e l’esperienza a Hollywood, dove ha studiato gli effetti speciali dei film, sognando, nel frattempo, lo sbarco su Marte. Agata Soccini – o ‘Agata crea mondi’, come la chiamano i colleghi -, 37enne cremasca, ha ora in mente una nuova sfida: portare nel quotidiano la realtà virtuale.
In un’intervista rilasciata al Corriere di Torino, racconta quanto appreso dall’esperienza nel Sol Levante, dove “ormai tutti hanno provato la realtà virtuale” grazie ai giganteschi passi avanti della tecnologia. “Nel confronto con i mondi virtuali, la sfida è portare il corpo nel mondo digitale e studiarne le interazioni”.
L’applicazione di questo concetto, per Agata si declina nell’aiuto a chi si trova in una situazione fisica complessa, come la paralisi conseguente da una lesione cerebrale. Utilizzando un casco e un guanto viene proiettata una persona con deficit motorio alla mano in un ambiente virtuale altamente realistico dove, però, i ricercatori possono intervenire facendole credere, per esempio, di poter stringere il pugno più di quanto riesca realmente. “Abbiamo deciso di mettere alla prova sui pazienti con un’emiplegia i nostri studi sui movimenti indotti su una persona dal suo avatar (corpo virtuale, ndr). E i risultati, sono incoraggianti”. Si aprono così nuove frontiere per la riabilitazione.