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Presidente Provincia, anche
Verdi e Rifondazione non
voteranno. Pd rimasto solo

Il centrosinistra continua a perdere pezzi sul tema delle elezioni del presidente della Provincia. Anche i Verdi e Rifondazione Comunista, infatti, dichiarano di non voler partecipare alla consultazione elettorale del 23 novembre, “per il ripristino del ruolo istituzionale delle Province come enti locali di primo livello elette democraticamente dai cittadini”. Ennesimo pezzo del centrosinistra che volta le spalle a queste elezioni, che già verranno disertate dal centrodestra. Rimane quindi solo il Pd a volerle portare avanti.

Tra gli Enti Locali previsti dalla Costituzione figura a pieno titolo, insieme ai Comuni ed alle Regioni l’Ente Provincia che a partire dall’Unità d’Italia ha svolto un compito istituzionale importante a supporto delle istanze dei Comuni e come tramite tra gli stessi e l’Ente Regione” evidenziano Verdi e Rifondazione in una nota, a firma dei coordinatori Andrea Ladina e Pierluigi Bettenzoli.

“La Provincia si è dimostrata nel tempo una istituzione molto vicina ai cittadini costituendo un punto di riferimento territoriale, economico, sociale e culturale di alto livello grazie alle funzioni attribuite nel campo della programmazione e pianificazione territoriale oltre che nel compito fondamentale di tutela dell’ambiente in tutte le sue articolazioni: difesa del suolo, tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche , protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali, caccia e pesca, organizzazione nello smaltimento dei rifiuti  a livello provinciale, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore; viabilità e trasporti e manutenzione delle strade provinciali.  E, ancora, compiti connessi all’istruzione secondaria di secondo grado compresa l’edilizia scolastica e la formazione professionale oltre alla valorizzazione dei beni culturali e dei circuiti inter-bibliotecari. 

Una istituzione con compiti così impegnativi e così legata al territorio andava sicuramente rafforzata prevedendo un ulteriore decentramento di compiti e risorse da parte dello Stato centrale e delle Regioni . Al contrario abbiamo assistito in questi ultimi anni a livello nazionale ad una ondata politica di esasperato populismo e ad un indiscriminato atto d’accusa contro le istituzioni democratiche che si è dimostrato incapace di distinguere, in politica, tra necessità di ridurre sprechi e privilegi con la tutela, invece, di istituzioni che andavano certamente modernizzate ma non depotenziate come nel caso delle Province.

Ne è una dimostrazione la legge n.56 del 2014 che ha abolito l’elezione diretta da parte dei cittadini degli Organi provinciali (Presidente e Consiglio) assegnando ad un ristrettissimo numero di elettori (Sindaci e consiglieri comunali) l’elezione degli organi attraverso un voto ponderato che di fatto  concentra nelle mani dei pochi grossi Comuni della Provincia il potere di scelta degli organi provinciali oltre a rendere possibili accordi preelettorali tali da condizionare a priori l’esito delle elezioni.

A tutto questo si aggiunge il fatto che il Consiglio provinciale ridotto drasticamente di numero e per lo più composto da Sindaci, ognuno con una delega, difficilmente ha la possibilità di esprimere una vera dialettica democratica tra maggioranza ed opposizione finendo per trasformarsi in un organismo consociativo già precostituito nelle sedi di partito.

Una istituzione territoriale come l’Ente Provincia, in ragione delle importanti funzioni che esercita sul territorio, deve tornare ad essere una istituzione di primo livello in cui si confrontano maggioranza ed opposizione nell’ottica democratica di governabilità e di controllo su chi governa.

Per questa ragione i nostri consiglieri non parteciperanno alle elezioni indette per il 23 novembre 2019 per l’elezione del Presidente della Provincia e si impegnano fin da ora,  insieme alle forze politiche sensibili ad allargare gli spazi di democrazia partecipativa a promuovere iniziative  per la modifica della legislazione vigente  affinché venga ripristinata l’elezione diretta degli Organi provinciali, Presidente e Consiglio,  la cui elezione deve essere il frutto del coinvolgimento democratico dell’intero corpo elettorale”.

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