Cronaca
Gestopark, Beretta: 'Situazione inaccettabile E' tempo di intervenire'
“Con Gestopark non c’è da risolvere il contratto. C’è da fargli lasciare giù le mutande”. E’ ironico, ma durissimo il consigliere di Forza Italia Simone Beretta, contro Gestopark, azienda che dal novembre 2016 gestisce i parcheggi in città. “Non è possibile che tre anni dopo la chiusura del contratto di servizio, quella che doveva essere una rivoluzione si è tradotta al cambio dei parcometri, la cui unica funzione è quella di incassare soldi”.
Per Beretta 3 anni sono più che sufficienti per “aspettare a dire all’Amministrazione di fare qualcosa”, dando in parte anche il proprio sostegno all’operato della Giunta: “O è in difetto l’Amministrazione, ma leggendo il contratto non mi pare, o il concessionario è inadempiente. Gestopark – aggiunge – fa solo il proprio interesse e chi governa la città dovrebbe invece tutelare quello dei cremaschi”.
Secondo il forzista – contratto alla mano – buona parte di quanto contenuto nel testo di servizio, non è stato attuato. Il piano presentato da Gestopark prevedeva quattro fasi. La prima avrebbe dovuto concludersi “tassativamente” (si legge nel contratto) entro 90 giorni dall’affidamento per quanto concerne l’implementazione delle nuove modalità di gestione e 180 (ma sempre 90 per il 50% degli stalli) riguardo la posa dei sensori e spie di monitoraggio delle aree di sosta gratuite.
Seconda fase: sempre entro 180 prevedeva la posa dei pannelli informativi sui parcheggi a pagamento. La successiva, da attuare entro l’inizio del terzo anno (quindi lo scorso autunno, ndr) riguardava l’ampliamento degli stalli di sosta a pagamento “a fronte degli investimenti e aggiornamenti effettuati”. La quarta fase era invece relativa alla ricognizione relativa ai parcheggi blu.
Nel contratto è anche riportato che un ritardo superiore a 30 giorni per ogni scadenza può portare alla risoluzione. “Presenterò un’interpellanza dettagliata – ha annunciato Beretta – perché Gestopark, da contratto, deve al Comune 890.000 euro annui, più il 10% tra ricavi complessivi e canone. Dove sono tutti questi soldi, alcolando che il concessionario ne incassa mediamento 1.900.000? Infine, nell’interrogazione chiederò quali domande sono state poste nel questionario di gradimento che Gestopark avrebbe dovuto sottoporre agli utenti, sempre che l’abbia fatto”.
“A Crema i cittadini non sono fessi – ha concluso il consigliere – E se Gestopark ammette di non riuscire a stare nei costi, è ancor peggio, perché avrebbe dovuto rinunciare all’appalto e lasciare il posto alla seconda azienda arrivata. Ora è troppo comodo risolvere il contratto. Dobbiamo fare gli interessi dei cittadini”.
AmBel
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