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'Elezioni provinciali, nessun
gossip, ma la politica locale
è in stato comatoso'

Lo spettacolo al quale i cittadini hanno assistito negli ultimi quaranta giorni sulla vicenda dell’elezione del presidente dell’amministrazione provinciale è il segnale dello stato comatoso nel quale versa la politica locale.

Le dichiarazioni di Rosolino Azzali, vicepresidente in carica della stessa provincia, sono l’ultimo tassello, non il più grave, di una serie di episodi precedenti che, tutti insieme, hanno indotto il giudizio severo nei confronti della classe politica provinciale. Un giudizio derivato dal rammarico di vedere un’istituzione pubblica ridotta ad un vascello in balia delle onde e senza un nocchiero in grado di governarlo.

Dopo cinque settimane durante le quali i media locali hanno pubblicato ricorsi alla magistratura, pareri pro veritate, dichiarazioni di esponenti politici, lettere inviate ai consiglieri provinciali, notizie mai smentite, Azzali – dopo la sua conferma di vicepresidente – liquida la questione con un “non si poteva andare avanti con gossip e presunte ipotesi, si bloccava l’Ente e ciò non è corretto né per il territorio né per la comunità locale”.

Stupefacente. Gossip? Ma quale gossip. E’ gossip la lettera intestata Provincia di Cremona, numero di protocollo 2019/7025 inviata ai consiglieri della Provincia di Cremona e all’attenzione del Prefetto? In questa lettera Antonello Bonvini, vicesegretario generale dell’ente, scrive: “In ordine a quanto sopra la convinzione verte nell’evincere che le dimissioni del presidente Paolo Mirko Signoroni comportano la conseguente doverosa e ineludibile proclamazione da parte dell’ufficio elettorale del signor Rosolino Bertoni quale presidente della provincia subentrante al dimissionario signor Mirko Signoroni”.

Questo non è avvenuto. Il vicepresidente Azzali invece di bollare di gossip il serio e documentato lavoro dei mezzi di informazione locale, spieghi in maniera esaustiva perché Rosolino Bertoni non è stato nominato presidente come indicato dal vicesegretario. Il vicepresidente Azzali motivi perché tanta fretta di indire le elezioni a novembre quando sulla vicenda un ricorso della Lega è stato presentato alla magistratura e l’udienza è fissata per il 12 dicembre? Non sarebbe più prudente e opportuno aspettare l’esito dell’udienza stessa?  Azzali, mi permetta, addossare al gossip e alle presunte ipotesi il blocco dell’ente è un po’ eccessivo e alquanto azzardato. E suvvia ma quali presunte ipotesi? Le ipotesi sono o non sono. Tertium non datur.

Ha ragione Azzali che non è corretto bloccare l’ente, ma non sono il gossip e le presunte ipotesi la causa dello stallo. Azzali, per citare Marzullo, si faccia una domanda e si dia una risposta.
A questo punto, con la speranza di non inquietare il vicepresidente della provincia, formulo l’auspicio che i politici locali non replichino lo spettacolo di queste settimane. Cremona e la sua provincia non hanno bisogno del teatro dell’assurdo. Ionesco lasciamolo al Ponchielli e al San Domenico.

Antonio Grassi, sindaco di Casale Vidolasco

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