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Gli affreschi di Buso restituiti
alla città. Il 20 ottobre inaugura
'Il Manierismo a Crema'

La mostra “Il Manierismo a Crema. Un ciclo di affreschi di Aurelio Buso restituito alla città”, realizzata dal museo civico nelle sale della pinacoteca, presenta al pubblico 27 dipinti murali, rara testimonianza superstite dell’opera del cremasco Aurelio Buso de Capradossi (1505 – 1582).

La mostra – realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle provice di Cremona, Lodi e Mantova e il Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova – rappresenta un’iniziativa collegata alla grande mostra “Giulio Romano a Mantova. Con nuova e stravagante maniera”, perché Buso fu attivo nella città dei Gonzaga nel cantiere di Palazzo Te, nel 1531, insieme a Romano.

Un importante evento culturale, al quale il Museo di Crema ha iniziato a lavorare nel 2018, quando grazie al sostegno dell’Associazione Popolare Crema per il territorio ha potuto acquisire 22 nuovi strappi d’affresco di Aurelio Buso da collezioni private. Dipinti in seguito restaurati, anche con il contributo di Regione Lombardia.

Questa mattina, in conferenza stampa, è stato presentato l’evento, che inaugurerà il 20 ottobre alle 17 presso la Sala Cremonesi. La mostra resterà a Crema fino al 6 gennaio 2020. La curatela scientifica della mostra e degli studi su Buso sono affidati a Gabriele Cavallini e Matteo Facchi, mentre l’allestimento espositivo vede la collaorazione dell’architetto Elisabetta Nava.

Oltre all’acquisto degli strappi d’affresco nel 2018, l’associazione Popolare per il territorio ha sostenuto anche la realizzazione degli allestimenti della mostra che presenta ai cittadini un intervento importante per la tutela e la valorizzazione della memoria storico-artistica. Regione ha concesso il patrocinio e un contributo che ha permesso gli studi sull’artista cremasco e la pubblicazione del catalogo scientifico della mostra.

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