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Per la prima volta a Crema,
nella galleria Arteatro,
espone Giangi Pezzotti

La Fondazione San Domenico, con il patrocinio del Comune di Crema, è lieta di presentare la mostra personale Giangi Pezzotti. Presente da anni sulla scena espositiva nazionale e internazionale con mostre personali e collettive di ampio respiro, Pezzotti espone per la prima volta a Crema. Questa mostra rende merito a una perenne e intensa ricerca filosofica ed esistenziale che trova nel figurativo la sua forma decisiva.

Il sistema figurativo di Pezzotti non si può schematizzare con facilità; è fitto di richiami simbolici e religiosi, respira esoterismo, è una ricerca in atto che esplora il mondo fantasmatico di culture e religioni diverse. Spesso nelle sue opere la bellezza scaturisce dal contrasto tra una spazialità segnica, primordiale e le forme figurative e naturalistiche che la abitano, creando talora uno spiazzamento in chi guarda. E’ compito dell’osservatore decodificarne linguaggio, unire i segni e i simboli presenti nell’opera e articolarli in una sintassi ancora in parte da costruire.
Tale pittura documenta le tracce di una sorta di viaggio nel trascendente alla scoperta della parte primordiale dell’uomo, con il suo valore esistenziale ed esplorativo in una complessa visione cosmogonica. L’artista chiama a raccolta sul piano pittorico forme simboliche –il vaso, il fuoco, la soglia, il corpo umano stesso- immagini archetipe che appartengono al patrimonio storico-culturale dell’umanità e che hanno qui l’aspetto di apparizioni.
Lo spazio dipinto è fluido, allegorico, in sospensione ma tutt’altro che vuoto; gli interventi cromatici tessono una trama che accoglie e trattiene le cose –la figura umana, un ex-voto, un animale, un volto, un simbolo religioso, una parola, un oggetto incastonato come un gioiello- per trasformarle in presenze di un mondo visionario o di un racconto mitico. Spesso in queste opere la bellezza scaturisce proprio dal contrasto tra una spazialità sommaria, segnica, primordiale e le forme figurative e naturalistiche che la abitano, creando talora uno spiazzamento in chi guarda.

A orientare l’allestimento è una scelta di carattere antologico: i dipinti sono selezionati nel contesto dell’intera produzione dell’artista, senza tuttavia indicazioni di ordine cronologico. La dimensione temporale, sperimentata e segnalata nella sua totale fluidità e relatività, è infatti da sempre uno dei cardini della poetica di Pezzotti. Il prima e il dopo, il momento presente e l’eterno, il contingente e l’assoluto sono sostanze interscambiabili sia nel procedere creativo che nei suoi esiti pittorici.
E’ un’avventura fuori dagli schemi del razionale, sia per chi la produce che per chi la contempla. In questa occasione Pezzotti offre un percorso sensoriale che si snoda attraverso immagini e suoni creati appositamente per l’evento.

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