Sperimentazione K521: l'esperienza (negativa) di una pendolare
“Da 24 anni viaggio sulla tratta Crema – Milano San Donato delle Autoguidovie e fino ad oggi pensavo di averle viste tutte, ma è proprio vero che al peggio non c’è mai fine”. E’ la denuncia di una pendolare cremasca, Paola Scorsetti, che ci ha scritto per commentare il nuovo orario proposto per la linea K521: “Non è solo scellerato e ingiustificato, è altresì lesivo dei diritti e della sicurezza dei lavoratori pendolari e per i motivi che sotto vi esporrò e per il resoconto che sto per farvi di questi due primi giorni di sperimentazione”.
INUTILE LA FERMATA A ROGOREDO – “L’aggiunta della fermata di Rogoredo era solo l’ennesima introduzione di una fermata inutile, l’ennesima perdita di tempo di cui tutti noi saremmo stati ostaggi. Perché passare davanti a San Donato, per obbligarci a scendere a Rogoredo? Perché allungare la strada in città quando siamo già a San Donato dove la metropolitana è veloce e comoda? Risposta delle AGI: per favorire lo scambio intermodale. Ma la mia domanda è: di chi??? E’ letteralmente una vita che viaggio in autobus e conosco moltissimi pendolari. Di tutti quelli che conosco solo due scendono a Rogoredo per prendere un treno e comunque non si sono mai lamentati di dover scendere dopo una fermata di metropolitana dal Capolinea. La stragrande maggioranza dei pendolari lavora o studia nella città di Milano e chi va a San Donato è perché prosegue con la metropolitana che si dirama poi all’interno di Milano”.
GIOVEDI 12 SETTEMBRE 2019 – Alle 06.43 prendo il bus K521alla fermata Velodromo di Crema (è quello che parte alle 06.40). Alle ore 7.30 siamo a San Donato, all’altezza dell’imbocco per la M3, e il bus prosegue. Attraversiamo il quartiere di Santa Giulia, superiamo SKY, fa la rotonda e torna indietro. Noi tutti pendolari allibiti chiediamo all’autista dove dobbiamo scendere e la sua risposta è stata: LA FERMATA ERA INDIETRO, VOI NON AVETE SUONATO E IO NON VI HO APERTO. Ma se è il primo giorno e nessuno sa dov’è la fermata dove vuole che suoniamo? Nessuno di noi conosce la zona di Rogoredo (ennesima dimostrazione che infatti nessuno la frequenta per il famoso “scambio intermodale”) e quindi aspettavamo di capire dove ci avrebbe depositato. Ma da vero autista ottuso delle AGI non si mette mai nei panni dei pendolari al primo giorno di sperimentazione e tira dritto, aprendoci la porta nel vialone dopo SKY e siamo dovuti tornare indietro a piedi e scendere in metropolitana. Risultato: siamo arrivati in metro alle 7.44 (ricordo che se ci lasciava a San Donato alle 7.30 dopo 60 secondi saremmo stati a Rogoredo).
Alle 18.50 arrivo a San Donato per prendere il Bus delle 19.00 e mi si presenta una scena agghiacciante (vedere foto 1): fiumana di gente in attesa. Il bus delle 18.45 non è arrivato e quando arriva quello delle 19.00 cerchiamo di salire in mezzo al marasma generale. Ovviamente il bus si riempie, parte con persone in piedi e ne lascia giù delle altre (vedi foto 2 e 3). Nella foto 3 si vedono le persone ferme, non sono riuscita a fotografare quelle che correvano dietro al bus e quelle che si stavano dirigendo verso i bus per Bagnolo, Vaiano, ecc.
Arriviamo alla fermata di Rogoredo e nonostante il bus viaggi con persone in piedi (ma per le tratte interurbane è consentito? A me non pare) apre le porte e fa salire 4/5 persone che si piazzano sui gradini schiacciando gli altri in piedi e comincia la bagarre tra passeggeri, che sgomitano pure addosso a un signore sud-americano sulla sedia a rotelle (foto 4). Il bus parte e in mezzo alle lamentele dei pendolari e la tensione crescente (secondo me l’autista ha rischiato il linciaggio) l’autista decide di fermarsi in mezzo al viale di Santa Giulia, chiamare e intercettare il bus in ritardo e chiedergli di raccogliere i passeggeri in piedi che litigano (foto 5, 6, 7, 8). Totale, ripassiamo da San Donato alle 19.25: anche questo giro a Rogoredo non è durato 4 minuti come sostengono le AGI ma ben 25!! Risultato siamo arrivati a Crema alle 20.00 passate e io al Velodromo alle 20.15, a casa alle 20.22. Ero uscita dall’ufficio alle 18.20.
VENERDI 13 SETETMBRE 2019 – Alle 06.43 prendo il bus K521alla fermata Velodromo di Crema (è quello che parte alle 06.40). Alle ore 7.30 siamo a San Donato, all’altezza dell’imbocco per la M3, e il bus prosegue. Attraversiamo il quartiere di Santa Giulia e a un certo punto si ferma. Davanti a noi c’è il camion della nettezza urbana con due operatori che raccolgono i sacchi della spazzatura a uno a uno e trattandosi di un quartiere residenziale il viale non è abbastanza grande per superare. Dopo essere rimasti diversi minuti in coda l’autista della nettezza urbana parcheggia in uno spazio libero e ci lascia passare. Risultato: scendiamo in metro alle 7.45 (foto 9 – 13). Ovviamente entrando in città, si va incontro a tutti questi ritardi perché si incrociano altri mezzi di superficie: camion nettezza urbana, scuolabus, mezzi dei lavori pubblici….
L’APPELLO AI POLITICI LOCALI: “I pendolari cremaschi sono frustrati, delusi, imbufaliti e stanchi delle prese in giro di una società di trasporti fuori da ogni controllo che decide autonomamente che tortura infliggere ai propri clienti peggiorandogli la vita invece di migliorargliela. Chiedo che il consigliere regionale Matteo Piloni, il Sindaco Bonaldi, l’Assessore Bergamaschi e tutte le Autorità intervengano il prima possibile: per favore aiutateci almeno a raggiungere più facilmente il posto di lavoro a Milano”.