Cronaca

Danni del maltempo: o lo Stato riconosce calamità o la parola passa alla Regione

Prosegue il lavoro degli amministratori del territorio per cercare di riparare ai danni del maltempo delle scorse settimane. Questa mattina a Casale Cremasco il sindaco Antonio Grassi ha incontrato Carlo Campana – dell’ufficio tecnico regionale – per verificare lo stato degli edifici pubblici e privati colpiti dal nubifragio del 7 agosto.

Un confronto “franco e dettagliato”, ha commentato il primo cittadino. Campana, dopo aver preso visione dei danni, ha indicato a Grassi le procedure da seguire. La prima possibilità, che tutti i sindaci del territorio coinvolti stanno vagliando, è quella di chiedere allo Stato il risarcimento per calamità naturale.

Qualora il Governo centrale (la cui crisi non dovrebbe interferire con le questioni prettamente tecniche) dovesse rispondere picche, la palla passerebbe in mano a Regione Lombardia. A questo livello la normativa va incontro agli Enti per i danni ai pubblici edifici; diversa invece la procedura per quelli subiti dagli agricoltori e dai privati che al di sotto di una certa cifra potrebbe non versi riconosciuto alcun risarcimento.

“continuiamo a lavorare nell’interesse dei cittadini – ha aggiunto Grassi – Per altro qui a Casale abbiamo il problema del depuratore, malconcio a causa del forte vento, che è sì privato (di un’azienda del paese, ndr), ma in convenzione a Padania Acque, che dovrebbe quindi interloquire con i tecnici regionali”.

Nei prossimi giorni Campana e i suoi colleghi incontreranno altri sindaci dei Comuni colpiti; tra questi Camisano, Sergnano e Pianengo.

AmBel

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