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Polemica su area Omogenea
Grassi e Romanenghi:
'Due pesi e due misure'

I danni provocati dalla tromba d'aria a Casale Cremasco

E’ polemica tra i sindaci del Cremasco. In particolare a puntare il dito contro l’Area Omogenea sono Antonio Grassi e Ferruccio Romanenghi, primi cittadini rispettivamente di Casale Cremasco e Ricengo, che a causa della tromba d’aria del 7 agosto hanno accumulato danni rispettivamente per 1 e 1,4 milioni di euro. “Non è il momento delle polemiche e delle recriminazioni, ma con dispiacere, è altrettanto doveroso segnalare il comportamento discriminatorio dell’Area Omogenea cremasca” commentano i due primi cittadini in una nota. “Comportamento che si è verificato in occasione dei disastri procurati dai nubifragi e dalle trombe d’aria che hanno devastato il nostro territorio in queste settimane”.

I due sindaci ricostruiscono gli eventi: “Mercoledì 7 agosto un evento meteorologico eccezionale devasta i Comuni cremaschi a nord: Sergnano, Pianengo, Casale Cremasco Vidolasco, Ricengo, Capralba, Camisano, Vailate. Crema è risparmiata. L’Area Omogenea non si preoccupa di convocare un’assemblea per chiedere alla Regione lo stato di calamità, ma neppure di scrivere un comunicato di solidarietà ai comuni colpiti dalla disgrazia” commentano. A questo punto, lunedì 12 agosto i sindaci di Sergnano, Casale Cremasco Vidolasco, Ricengo, Pianengo, Camisano e il Parco del Serio “si riuniscono nel Comune di Casale e decidono un’azione comune per chiedere alla Regione lo stato di emergenza e calamità naturale. Stilano un documento”.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, arriva la seconda tromba d’aria: “Questa volta a essere maggiormente colpiti sono Crema e altri Comuni sia a sud che a nord della città” si legge ancora nellanota. “Dalla sera alla mattina (veramente encomiabile) il presidente Aldo Casorati convoca per il pomeriggio stesso del giorno dopo, il 13 agosto, l’assemblea dei sindaci dell’Area Omogenea per chiedere lo stato di calamità per l’evento meteorologico negativo del giorno precedente. Il 14 Casorati invia una richiesta di calamità naturale per i Comuni coinvolti nel nubifragio del 12 agosto e non per quelli del disastro del 7 agosto. Per loro, nella richiesta, neanche un accenno”.

Secondo i due sindaci, dunque, per l’area omogenea utilizza “esistono Comuni di serie A e di serie B. Due pesi e due misure. Invece di unire, divide.Probabilmente bisognerebbe chiedere lo stato di emergenza per la stessa Area Omogenea, più interessata a spartirsi le poltrone del proprio Comitato ristretto e a sistemare gli equilibri politici all’interno del medesimo che a unire il territorio”.

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