Resistenza, ricettazione e possesso di arnesi da scasso: 4 arresti
Resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e possesso di arnesi atti allo scasso. Sono questi i reati contestati alle quattro persone arrestate ieri dai carabinieri di Crema, con l’ausilio dei colleghi delle stazioni di Romanengo, Montodine e Camisano.
Alcune pattuglie, di servizio per contrasto ai reati al patrimonio, hanno intercettato una Volkswagen Golf nera con targa clonata in località Vergonzana. A bordo si trovavano due persone, già ricercate per un furto commesso il 5 agosto a Izano. Gli occupanti del veicolo sono riusciti a scappare dopo l’alt imposto dai militari e hanno forzato anche il posto di blocco a Camisano, lungo la statale 235.
Inseguiti da varie pattuglie e dai militari in borghese del nucleo operativo, i fuggitivi si sono liberati di alcune borse da donna e di un borsone contenente attrezzi da scasso, gettandoli dall’abitacolo. I due hanno poi abbandonato l’auto in territorio di Romanengo e si sono dati alla macchia. Mentre proseguivano le ricerche dei fuggitivi, i carabinieri hanno appurato che il veicolo fosse intestato ad un’altra donna Sinti, domiciliata in provincia di Pavia, così come i malfattori.
Dopo circa un’ora i due sono stati rintracciati a bordo di una Polo, con altri due complici (R.O. e R.F.). Dopo un ennesimo tentativo di fuga, i quattro sono stati raggiunti e bloccati. I militari hanno recuperato gli oggetti lanciati dal veicolo: tre borse firmate e circa 150 euro in contanti rubate in abitazione a Izano la mattina di martedì 6 agosto ai danni di un operaio 53enne, al quale è stato reso il maltolto. All’appello mancano preziosi ed orologi che ancora non sono stati trovati.
Gli arrestati, tutti nomadi italiani Sinti e censurati, sono stati trattenuti in camera di sicurezza e giudicati questa mattina con processo per direttissima. A L.L. (classe ’87) e D.G. (classe 1965) due anni di reclusione e 900 euro di multa ciascuno, con obbligo di dimora a Palestro (PV). A R.F. e R.O., rispettivamente 49 e 39 anni, 7 mesi di reclusione e presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria di Limbiate (MB).

