Cronaca

Rinascimenti: l’incontro con De Masi inaugura la mostra in sala Agello

Si definisce un ex giovane di 59 anni che non vuole girarsi dal’altra parte di fronte a ciò che l’agire mafioso provoca, anzi: “ Non giratevi dall’altra parte, avete il diritto di incazzarvi”. Questo uno dei messaggi che Nino De Masi, ha lanciato ieri sera in un’affollata sala Pietro da Cemmo, nel corso dell’incontro promosso dall’ associazione Rinascimenti, in collaborazione con la Consulta dei giovani di Crema, con il patrocinio del comune e il contributo di alcuni sponsor. Un’ora e mezza di confronto, stimolato dalle domande dei giovaniIrene Aglaia Matelloni e Gregorio Ghisetti, nel quale i presenti hanno potuto ascoltare la testimonianza dell’imprenditore calabrese Nino De Masi, impegnato da sempre sul fronte della legalità e costretto a vivere sotto scorta a causa delle minacce e degli attentati subiti.
La mostra. L’incontro di ieri sera ha segnato l’inaugurazione della mostra “ non ci avete fatto niente” storie di una Calabria che (r)esiste, che attraverso immagini e pannelli esplicativi, racconta l’esperienza che i giovani cremaschi di Rinascimenti hanno vissuto la scorsa estate in Calabria. Incontri, visite, approfondimenti, dialoghi alla ricerca di luoghi tristemente presenti nelle pagine di cronaca delle testate nazionali e internazionali, ma anche un momento per parlare dell’ altra Calabria, di quella che resiste, parafrasando il titolo della mostra: che esiste in quella regione e contemporaneamente resiste alla logica criminale.
Resistenza. De Masi racconta  la storia della sua famiglia, della vita quotidiana condizionata dalla presenza di padrini e padroni, di un antistato che controlla tutto. Racconta delle prime minacce arrivate negli anni settanta e delle prime resistenze, portate avanti dal padre. Della bomba fatta esplodere nel dicembre del 1990 nella sua residenza, che ha motivato la concessione della scorta e la prosecuzione dell’attività imprenditoriale. Con piglio deciso Nino De Masi ha affrontato diversi argomenti: dal rapporto del mondo produttivo con le banche, a quello con il territorio, dall’imprenditoria che cede al potere mafioso a quella che resiste, toccando anche sentimenti più personali, la paura, la famiglia, la quotidianità sotto scorta, il prezzo che si paga quando ci si oppone a certe logiche: isolamento e marginalizzazione.
Risorsa per tutti. De Masi analizza il fenomeno mafioso quasi da un punto di vista sociologico: “Il potere criminale è una forma di welfare territoriale, una sorta di Robin Hood che propone un alone di giustificazione e di omertà. Io – conclude l’imprenditore – voglio che la mia azienda possa essere una risorsa per l’intera comunità. Un’occasione per dare ricchezza a tutti”. Al termine dell’incontro in sala Pietro da Cemmo, l’inaugurazione della mostra in sala Agello, che resterà aperta fino al prossimo 7 luglio, con la possibilità di visite guidate scrivendo a rinascimenti@gmail.com. Entrando, quale colonna sonora di sottofondo, un mix creato dai ragazzi di Rinascimenti, che hanno trovato in rete e li hanno assemblati, una quarantina di intercettazioni telefoniche, che creano l’atmosfera giusta per la visita.
Ilario Grazioso

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