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Pensioni d'oro:
da giugno partono
tagli e ricorsi

Già 20 i pensionati che si sono rivolti a un avvocato cremasco

Sono magistrati, manager, dirigenti pubblici e privati; figure professionali che hanno raggiunto i vertici delle aziende nelle quali hanno lavorato e che sono andati in pensione con stipendi oltre i 100.000 euro lordi l’anno.

I cosiddetti “pensionati d’oro” che dal mese di giugno vedranno decurtarsi dallo stipendio dal 15%  – fino a 130.000 – al 40% oltre il mezzo milione. Ma i pensionati non ci stanno e giudicano la norma, prevista dalla prima legge di bilancio del Governo giallo-verde, incostituzionale.

Già una ventina hanno presentato ricorso, attraverso un avvocato cremasco che si appoggia ad uno studio milanese. Provengono da tutta Italia, per la maggiore dalle grandi città come Milano, Torino, Bologna e, in qualche caso, dal Sud.

Ex lavoratori, che percepiscono pensioni da 8.000 fino a 20mila euro al mese e che, va sottolineato, hanno versato contributi per almeno 40 anni nella totale regolarità. Non si tratta dunque dei privilegiati della politica che percepiscono l’indennità dopo appena 5 anni di mandato legislativo.

I ricorsi sono pronti e verranno depositati a breve presso la Corte dei Conti delle rispettive città.

sg

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