Commenta

La scuola, nella serata
dei Lions del territorio.
Ospite Franco Gallo

La scuola cremasca: chi siamo, dove siamo, dove andiamo. Questo il tema della serata dei Lions Club del territorio, che si è svolta presso il ristorante Maosi ed ha visto la partecipazione del dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Cremona, Franco Gallo, già preside del liceo scientifico di Crema. L’intermeeting Lions ha visto la presenza dei presidenti dei vari sodalizi: Franco Maestri (Lions Crema Host), Roberta Jacobone (Gerundo), Elda Zucchi (Serenissima), Gianfranco Vailati (Soncino), Cristina Nigrotti (Leo Crema), oltre al coordinatore del distretto 108IB3-Sosan Riccardo Murabito e al delegato di zona Alberto Zambelli.

I presidi presenti. Quanto ai dirigenti scolastici, numerosi quelli che hanno risposto all’invito: per gli istituti comprensivi, Pietro Bacecchi (Crema 2), Paolo Carbone (Crema 3), Enrico Fasoli (IC “Chiesa” di Spino D’Adda), Paola Orini (IC “Rita Levi Montalcini” di Bagnolo Cremasco), Anna Lamberti (IC “Calvi” di Rivolta con reggenza IC di Sergnano), Maria Simonetta Bianchessi (IC “Fermi” di Montodine). Per le scuole secondarie superiori: Maria Grazia Crispiatico (IIS Galilei, con reggenza IC Visconteo di Pandino), Claudio Venturelli (Racchetti-Da Vinci), Roberta Di Paolantonio (Sraffa-Marazzi), Paola Viccardi (Pacioli) e don Giorgio Zucchelli (Fondazione Manziana-Liceo Dante Alighieri).

Contributo al CRE. Prima di entrare nel vivo del tema della conviviale, ad Agostino Savoldi direttore del Centro Riabilitazione Equestre “Emanuela Setti Carraro”, il presidente del Lions Crema Host Franco Maestri, ha consegnato un importante contributo, in occasione dei 40 anni del Cre, che nel prossimo week end celebrerà la ricorrenza con una serie di manifestazioni.

Scuola dell’autonomia. Nella sua approfondita disamina, il prof. Gallo ha evidenziato come il vecchio provveditorato, quale retaggio di un’idea antica dell’amministrazione dello Stato di stampo francesizzante e accentratrice, longa manus del ministero, non esiste ormai più. Oggi l’Ust è parte attiva di quel percorso incentrato sull’autonomia, che al di là delle polemiche politiche contingenti, ha contrassegnato tutti i processi di riforma scolastica, dal 1998 ai giorni nostri. Il dirigente ha sottolineato la complessità del sistema sociale, che riflette le sue specificità nella composizione stessa delle nostre classi. Diversi i temi analizzati: dall’importanza dell’istruzione professionale, con l’auspicio di una maggiore condivisione dei vari indirizzi con le associazioni di categoria del territorio. Alla personalizzazione dei percorsi e alle risposte da garantire agli alunni rappresentativi della molteplicità di bisogni educativi speciali.

“In mezzo al guado”. Nel recente passato anche questo territorio è stato interessato dall’istituzione dei cd ambiti territoriali, quali centri capaci di raccogliere informazioni per definire tra l’altro, il fabbisogno commisurato alle concrete esigenze nel reclutamento dei docenti di sostegno, cita come esempio il dirigente. Nella realtà, per svariate ragioni, collegate anche all’alternarsi delle maggioranze parlamentari, il processo riformatore pare essersi arenato a metà. Anzi, a tal proposito per il dirigente, “si è in mezzo al guado”.

Eccellenza cremasca. Quanto al cremasco, per il dirigente Gallo, c’è una realtà di eccellenza, con istituti che si impegnano in tante iniziative. Una scuola che presenta un numero di studenti superiore rispetto alla realtà cremonese, ma che ha un numero inferiore di presidenze, tra verticalizzazioni e accorpamenti. Una scuola quella cremasca, dove coesiste un’offerta pubblica ed una paritaria, innovativa e dinamica, come confermano i successi certificati dagli indici pubblicati dalla Fondazione Agnelli.

Le iniziative dal basso. Dai dati nazionali si evince che i consigli orientativi delle medie, che prima portavano al successo scolastico nel 90% dei casi, ora non sono seguiti come un tempo, rappresentando una certa sfiducia delle famiglie, rispetto alla capacità della scuola di leggere i bisogni. “In questo territorio le scuole dimostrano di essere in rete e la rete funziona, perché i dirigenti scolastici comprendono le criticità del sistema, e pur nelle diversità, fanno sintesi sulle tematiche importanti” ha concluso il dirigente Gallo. E sul fronte del coinvolgimento delle famiglie, nelle sue forme associative all’interno delle istituzioni scolastiche del territorio, Franco Gallo cita un altro elemento positivo del cremasco, perché: “Senza il coinvolgimento dei genitori che qui c’è stato, non sarebbe stato possibile portare avanti importanti iniziative sull’alternanza scuola lavoro, ora con il nuovo acronimo Pcto (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento)”.

Ilario Grazioso

© Riproduzione riservata
Commenti