Niente trascrizione per bimbi con due papà. Sindaco: 'Atti effettuati restano validi'
Il commento di Stefania Bonaldi alla sentenza della Corte di Cassazione
Niente trascrizione all’anagrafe per i bambini con due papà che hanno avuto figli all’estero tramite la gap (gestazione per altri, ndr). Lo ha deciso mercoledì la Cassazione, sottolineando che per le coppie omosessuali resta aperta la strada dell’adozione ‘particolare’.
Ad un anno esatto (9 maggio 2018) dal riconoscimento di due padri a due gemellini nati oltreoceano, il sindaco Stefania Bonaldi commenta la sentenza: “In primo luogo, anche se si tratta del caso della trascrizione di atto di nascita di un bambino con due papà, non siamo di fronte ad una sentenza sulla omogenitorialità, ma sulle conseguenze in Italia della cosiddetta “gestazione per altri” fatta all’estero, e questo vale sia per le coppie eterosessuali che per quelle omosessuali che all’estero, nei Paesi in cui ciò è consentito, fanno ricorso a questa pratica”.
“Secondariamente – prosegue il primo cittadino – la sentenza sembra non tenere conto di un pronunciamento dello scorso mese di Aprile della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che invece impone di riconoscere il legame tra minore nato da gpa e il genitore intenzionale (per intenderci, quello non biologico). Altre precisazioni andrebbero fatte, ma qui è bene operare un approfondimento circa il suggerito istituto della “adozione particolare”, visto che la stepchild adoption non sarebbe prevista per le coppie omosessuali e che comunque la adozione particolare non sarebbe un istituto che garantisce la pienezza di diritti del legame.”.
In ogni caso, come sottolinea il sindaco della città che proprio la scorsa domenica ha ospitato la Festa delle Famiglie, la trascrizioni effettuate restano valide: “Quegli atti mantengono la propria piena validità ed efficacia e solo l’intervento espresso di un giudice potrebbe annullarli, ma questo già poteva avvenire prima, in quanto ogni atto di trascrizione viene inviato alla Prefettura e alla Procura della Repubblica”.
“Sebbene della suprema corte, si tratta davvero di un pronunciamento che contrasta con altre espressioni dei giudici italiani in materia di filiazione e della CEDU e, ancorché non rivolto espressamente alle famiglie con due papà, alimenterà le convinzioni degli oppositori ai riconoscimenti dei figli di coppie omosessuali”.