Cronaca
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Riskarroziamo: due eventi a maggio con il Comitato Crema Zero Barriere

Non si ferma il Comitato Zero Barriere. Dopo aver raggiunto l’obiettivo della costituzione dell’Osservatorio per le barriere architettoniche e l’adesione al Peba, torna con due eventi volti alla sensibilizzazione al tema di una città accessibile a tutti.

Il primo si svolgerà giovedì 9 maggio e sarà rivolto agli studenti dell’istituto comprensivo Crema1. Grazie alla collaborazione di un’associazione bergamasca che si occupa di disabili, i bambini e i ragazzi svolgeranno un percorso su sedia a rotelle con differenti “pavimentazioni” (ghiaia, asfalto, sterrato). Al termine verrà rilasciato loro il patentino “Capitan Barriera”. Parallelamente è stato indetto un concorso di disegni, video e poesie che hanno come tema la disabilità. “Vogliamo che i bambini siano coscienti che i limiti non sono malattie, ma stati di vita. Non vanno nascosti o temuti”, ha dichiarato Cristina Piacentini, referente del Comitato. “A volte abbiamo la tendenza a preservarli, ma far riflettere i piccoli significa avere, un giorni, cittadini consapevoli”.

Il secondo evento avrà luogo il 17 maggio, a partire dalle 9, in sala Alessandrini e coinvolge i Comuni (122 invitati di tutta la provincia), tecnici comunali e ordini professionali – ai cui iscritti saranno rilasciati crediti formativi -. Il convegno tratterà principalmente il tema dell’eliminzione delle barriere architettoniche, in un “confronto tra attori coinvolti. Ci auguriamo che da questo evento, che gli Ordini hanno patrocinato, possano nascere corsi di formazione sull’argomento”.

L’Amministrazione, come in passato, si è posizionata al fianco del Comitato. “L’inclusività di Crema ci vede attenti. Siamo consapevoli che sarà impossibile eliminare tutte le barriere – ha commentato l’assessore al Welfare Gennuso – Ma vogliamo che l’attenzione resti alta”. Il titolare della delega ai Lavori Pubblici Fabio Bergamaschi ha sottolineato come il Peba sia l’esempio di una “presa in carico del tema seria e fattiva. Fondamentale – ha aggiunto – è l’approccio mentale e culturale al problema, perché spesso questo nasce da una scarsa sensibilità nella progettazione. Dobbiamo dunque ‘mettere la pulce nell’orecchio’ ai tecnici, innanzitutto. Ci saremo, ricordando che il Comitato non è un ‘eventificio’, ma un promotore che pungola tutti gli attori coinvolti nella tematica”.

Ambra Bellandi

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